<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776</id><updated>2011-07-28T16:41:59.759+02:00</updated><title type='text'>Scuola Vera</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>27</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-3980220367278762775</id><published>2009-11-05T17:49:00.001+01:00</published><updated>2009-11-05T17:52:41.635+01:00</updated><title type='text'>CROCIFISSO L'illusione del nulla</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10px; "&gt;&lt;div class="photo_interna" align="left" style="padding-top: 6px; padding-right: 0px; padding-bottom: 12px; padding-left: 10px; float: right; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;img align="middle" border="0" name="att1_12956" src="http://www.tracce.it/img/news/12956.jpg" alt="Un crocifisso in aula." title="Un crocifisso in aula." /&gt;&lt;div class="div_photo_interna A11 black" align="left" style="font: normal normal bold 11px/normal Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); padding-top: 4px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 2px; "&gt;Un crocifisso in aula.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p class="lh textA14 black" style="font: normal normal normal 14px/normal Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); line-height: 20px; "&gt;Vi segnaliamo un'articolo da Tracce.it riguardante la sentenza sui crocifissi nelle aule scolastiche.&lt;/p&gt;&lt;p class="lh textA14 black" style="font: normal normal normal 14px/normal Arial, Helvetica, sans-serif; color: rgb(0, 0, 0); line-height: 20px; "&gt;La decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo è talmente assurda e irragionevole da sembrare surreale.&lt;br /&gt;Sulla sua assurdità sono intervenuti in molti, usando una gamma di argomenti che vanno dall’antico e solenne «non possiamo non dirci cristiani» di Benedetto Croce al puro «buon senso vittima del diritto» evocato dal leader del maggiore partito della sinistra italiana.&lt;br /&gt;In quel crocifisso c’è la nostra storia e la nostra cultura. Basterebbe questo a rendere contraddittoria l’idea di tirarlo via a forza dalle aule dove si tramandano storia e cultura.&lt;br /&gt;E la contraddizione arriva al paradosso, se si pensa che è proprio da quella tradizione cristiana che è nata l’idea stessa di “laico”. Prima di Cristo, la laicità non esisteva. Cesare e Dio erano la stessa cosa. E fuori dal cristianesimo, in grandissima parte, continuano ad esserlo, con tutte le storture e le violenze che questo porta nella storia.&lt;br /&gt;Contraddittorio, quindi. Ma anche irragionevole. Perché il crocifisso non è "solo" cultura. È segno del Mistero. Ha a che fare con il senso della vita e con il dramma del dolore. Offre a tutti un'ipotesi che va oltre il nulla in cui tutto andrebbe a finire. Estirparlo dalle aule scolastiche, eliminare questa dimensione e questa ipotesi vuol dire – questo sì – soffocare l’idea stessa di educazione. A meno che non si pensi all'educazione come a qualcosa che non c'entra con il nostro cuore, con le sue esigenze ed evidenze, con il desiderio di infinito che rende uomo un uomo. A meno che non si riduca ai minimi termini la sua ragione.&lt;br /&gt;Per questo il crocifisso è un fatto che riguarda tutti. È un segno religioso, chiaro. Ma di una fede che abbraccia, non esclude. Che si offre alla libertà dell’uomo e la sollecita. Di ogni uomo, qualsiasi tradizione abbia.&lt;br /&gt;«Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino», scriveva vent’anni fa un'autrice di padre ebreo e cultura di sinistra come Natalia Ginzburg, in un articolo sull’&lt;em&gt;Unità&lt;/em&gt; che varrebbe la pena di rileggere per intero, e magari spedire a Strasburgo.&lt;br /&gt;Perché c’è un altro dato che colpisce di questa vicenda. La sentenza arriva nello stesso giorno in cui, di fatto, nasce la nuova Unione europea, con l’ultima firma sotto il Trattato di Lisbona. Coincidenza, certo: la Corte non è emanazione diretta dell'Unione. Ma coincidenza infelice. Su queste basi, l'Europa non può fare molta strada.&lt;br /&gt;C’è qualcosa di insano – e non da oggi – in questa tensione della cultura occidentale a recidere le sue radici, a tagliare i ponti con ciò che l'ha generata e ne sostiene, tuttora, il tessuto sociale e civile. È l’utopia di poter vivere i valori che fondano la nostra società – la libertà, l'uguaglianza, la democrazia, la stessa educazione – svuotandoli dalla loro origine viva e reale, da ciò che li ha generati: il cristianesimo. Anzi, Cristo.&lt;br /&gt;Questo, in fondo, è il nichilismo. Al posto di Dio, il nulla. Pensare che su questo nulla si possano costruire dei rapporti umani, una società, un’intera civiltà, è un'illusione. E non c'è illusione di cui la realtà, prima o poi, non presenti il conto.&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-3980220367278762775?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/3980220367278762775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=3980220367278762775' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/3980220367278762775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/3980220367278762775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2009/11/crocifisso-lillusione-del-nulla.html' title='CROCIFISSO L&apos;illusione del nulla'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-8766599887960847867</id><published>2009-11-05T17:48:00.000+01:00</published><updated>2009-11-05T17:49:45.253+01:00</updated><title type='text'>Scholz sulla sentenza contro il crocifisso nelle scuole</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: medium; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellspacing="0" cellpadding="0" border="0"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td id="dnn_ctr4510_ContentPane" align="left"&gt;&lt;div id="dnn_ctr4510_ModuleContent"&gt;&lt;span id="dnn_ctr4510_HtmlModule_lblContent" class="Normal" style="font-family: Tahoma, Arial, Helvetica; font-size: 11px; font-weight: normal; "&gt;&lt;div&gt;Ecco la d&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Tahoma; font-size: 12px; line-height: 14px; "&gt;ichiarazione del presidente CDO sulla sentenza di Strasburgo che ordina di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="PortaleCdO-Normale1" style="font-family: Tahoma; font-size: 9pt; font-weight: normal; line-height: 11pt; color: rgb(0, 0, 0); "&gt;Compagnia delle Opere condivide pienamente il giudizio espresso dalla Santa Sede e dalla Cei sulla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che ordina di togliere i crocifissi dalle aule scolastiche, e ritiene giusta la decisione del Governo italiano di presentare ricorso contro la decisione.&lt;/span&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="PortaleCdO-Normale1" style="font-family: Tahoma; font-size: 9pt; font-weight: normal; line-height: 11pt; color: rgb(0, 0, 0); "&gt;«Con questa sentenza si tenta di imporre una irreligiosità ed un laicismo estremista che non appartengono alla storia e alla tradizione dei paesi europei» ha dichiarato il presidente di CDO, Bernhard Scholz. «Al contrario, la croce è sempre stata simbolo di una concezione dell’uomo e di una storia che hanno portato l’Europa stessa al riconoscimento della dignità inviolabile di ogni persona e della positività ultima della sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ paradossale che la Corte per i diritti dell’uomo voglia negare e osteggiare il segno più importante di quella tradizione senza la quale i diritti fondamentali dell’uomo, come li conosciamo oggi, non sarebbero mai entrati nella coscienza dei nostri popoli europei.&lt;br /&gt;Gli stessi giudici che dichiarano la presenza della croce come una “violazione”, impongono ai giovani cittadini di accettare il “nulla” come primo riferimento.  Anche da  chi non crede, la croce viene accolta come rimando a una storia e a una identità che hanno sempre favorito la libertà personale e la pluralità, e hanno combattuto il rischio di un relativismo etico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nelle scuole il crocifisso è il richiamo a una proposta che nasce dalla storia e dall’identità di un popolo, una proposta con la quale il giovane si può confrontare, che favorisce e non sminuisce la sua libertà.&lt;br /&gt;Togliere un tale riferimento da un ambito educativo come la scuola, non aiuta certamente una risposta all’emergenza educativa».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="PortaleCdO-Normale2" style="font-family: Tahoma; font-size: 8pt; font-weight: normal; line-height: 10pt; color: rgb(0, 0, 0); "&gt;04 novembre 2009&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-8766599887960847867?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/8766599887960847867/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=8766599887960847867' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/8766599887960847867'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/8766599887960847867'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2009/11/scholz-sulla-sentenza-contro-il.html' title='Scholz sulla sentenza contro il crocifisso nelle scuole'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-3955421292273255574</id><published>2009-11-02T14:23:00.004+01:00</published><updated>2009-11-02T14:29:20.894+01:00</updated><title type='text'>Beffate le paritarie: fan risparmiare 6 miliardi allo Stato ma il governo le penalizza</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span"   style="  ;font-family:Arial;font-size:12px;"&gt;&lt;p   style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: left;   font-weight: normal; text-align: justify; font-family:Arial;font-size:1.2em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:12px;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div&gt;&lt;h3  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; font-family:Georgia;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" font-weight: normal;font-size:medium;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="color:#FF0000;"&gt;Vi segnalo un articolo di Vincenzo Silvano pubblicato su IlSussidiario.net.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;p  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: left;  text-align: justify; font-family:Arial;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Avevamo concluso lo scorso anno scolastico all’insegna del “mai più un anno così!”.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: left;  text-align: justify; font-family:Arial;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Dopo i tagli ai contributi per le scuole non statali (inaspettati, date le promesse elettorali e gli orientamenti politici dell’attuale Governo) e le conseguenti furiose battaglie condotte ad ogni livello, istituzionale e non, eravamo riusciti – insieme ad altre associazioni di scuole paritarie- a far ripristinare una situazione quasi analoga a quella dell’anno precedente. Situazione economica sicuramente non rosea, ma almeno temporaneamente accettabile. Quanta fatica, però. E quanta rabbia!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: left;  text-align: justify; font-family:Arial;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Speravamo non solo di aver recuperato i finanziamenti, ma anche di aver contribuito a consolidare l’idea, nell’opinione pubblica e nelle sedi istituzionali, che la scuola paritaria ha il diritto e il dovere di esistere, e che un eventuale taglio dei finanziamenti nei suoi confronti è insensato dal punto di vista educativo, improprio dal punto di vista legislativo (basti pensare alla legge 62/2000…) e controproducente anche per le stesse casse dello Stato.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: left;  text-align: justify; font-family:Arial;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ci aveva un po’ confortato, in quei turbolenti mesi, la sensazione che comunque cominciasse a sgretolarsi il muro ideologico di separazione tra il cosiddetto “pubblico” e il cosiddetto “privato”, profilandosi all’orizzonte un pieno riconoscimento –con tutto quel che ne dovrebbe conseguire, anche economicamente- della funzione pubblica svolta dalle scuole paritarie, grazie ai ripetuti pronunciamenti a favore della libertà di scelta educativa da parte di vari schieramenti politici, compresi alcuni fra quelli tradizionalmente ostili alla scuola non statale.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: left;  text-align: justify; font-family:Arial;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Pronunciamenti che erano arrivati sia in occasioni informali, sia attraverso le diverse mozioni parlamentari su questo tema approvate lungo tutto il corso dell’anno scolastico. Di queste ultime desideriamo, in questa sede, rammentarne almeno in parte il contenuto, poiché gli impegni assunti dal Governo sono assolutamente chiari e inequivocabili: &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;- “provvedere con successivi atti all’introduzione di una effettiva libertà di scelta della scuola da parte delle famiglie” (seduta del 9 ottobre 2008); &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: left;  text-align: justify; font-family:Arial;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;- reintegrare il fondo per le scuole non statali e “garantire almeno lo stesso livello di finanziamento per i successivi anni” (seduta del 13 novembre 2008); &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: left;  text-align: justify; font-family:Arial;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;- «garantire la certezza dei finanziamenti e dei tempi di erogazione delle risorse per le scuole paritarie», nonché a “realizzare tali condizioni incrementando significativamente, fin dal disegno di legge finanziaria per il 2010, le risorse destinate al sistema paritario, elevandole almeno a 600 milioni di euro, con un aumento del 10 per cento rispetto al 2008” (seduta del 6 maggio 2009); &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: left;  text-align: justify; font-family:Arial;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;- “reintegrare il fondo in bilancio previsionale 2010 "istituzioni scolastiche non statali " fino al raggiungimento della quota prevista per il 2008 e garantire almeno lo stesso livello di finanziamento per i successivi anni” (seduta del 27 luglio 2009).&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:8px;"&gt;&lt;p  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: left;  text-align: justify; font-family:Arial;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;p  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: left;  text-align: justify; font-family:Arial;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Ci sembrava che sulla base di simili premesse si potesse (anche se con un po’ di residuo tremore nelle gambe) riprendere con fiducia il cammino nel nuovo scolastico, sperando inoltre che quanto avevamo ottenuto, grazie alle battaglie sostenute, costituisse ormai un punto fermo. E invece no: ancora una volta, nella legge finanziaria e nella legge di bilancio dello Stato per il 2010,  attualmente in discussione al Senato, risulta un pesante taglio per le scuole paritarie. Ancora più pesante di quello dello scorso anno. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;Che dire? Siamo sconcertati. Le promesse non contano più nulla? Le mozioni ufficialmente approvate non hanno alcun valore? I risparmi di spesa che le scuole paritarie garantiscono allo Stato (circa 6 miliardi di euro all’anno!) non interessano al Governo? L’emergenza educativa, che necessita del concorso delle migliori risorse della società civile, non preoccupa più?&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style=" ;font-size:12px;"&gt;&lt;p  style="margin-top: 0px; margin-right: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; padding-top: 0px; padding-right: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; clear: left;  text-align: justify; font-family:Arial;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  style="font-size:medium;"&gt;A costo di sembrare ingenui, vogliamo ancora una volta confidare che nel dibattito al Senato, e poi alla Camera, il Governo si ricordi di onorare gli impegni già formalmente assunti, quantomeno ripristinando la somma originariamente prevista di 535 milioni di euro, e provvedendo successivamente a realizzare misure economiche sulla parità scolastica che rientrino nelle norme generali dell’istruzione. La scuola italiana ne ha davvero urgenza per ripartire, e il nostro Paese ne ha bisogno per crescere nella libertà e nella democrazia.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-3955421292273255574?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/3955421292273255574/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=3955421292273255574' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/3955421292273255574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/3955421292273255574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2009/11/beffate-le-paritarie-fan-risparmiare-6.html' title='Beffate le paritarie: fan risparmiare 6 miliardi allo Stato ma il governo le penalizza'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-6684018967283112992</id><published>2009-10-24T16:45:00.000+02:00</published><updated>2009-10-24T16:58:14.171+02:00</updated><title type='text'>L’idea (disastrosa) dell’ora di Islam e il rischio della scuola coranica</title><content type='html'>Dal Corriere della Sera di lunedì 19 ottobre 2009 - di Vittorio Messori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta, riecco l’invocazione scaramantica: «Ci vorrebbe l’ora di…». Stavolta, quella nuova, da istituire subito nelle scuole pubbliche, sarebbe «l’ora di Islam». C’è qualcosa di drammati co, ma anche di grotte sco, nella parabola, vec chia ormai di due secoli, delle funzioni che si so gna di affidare alla «scuo la di Stato». C’è, qui, un mito nato — come tanti — dagli schemi ideologi ci di giacobini e girondi ni. Non lo scettico Voltaire ma il fervoroso Rousseau fu il maestro di quei signori: si nasce buoni, il peccato originale è una favola disastrosa, date ai fanciulli dei maestri acconci ed avrete il regno della bontà, dell’altruismo, del civismo. Sorgono difficoltà sempre nuove? Ma dov’è il problema? Basterà inserire nella scuola pubblica delle apposite «ore di…» che educhino al bene e al buono i nuovi virgulti; e tutto sarà ripianato. Da noi, il Cuore deamicisiano è l’icona caricaturale di questi nuovi templi di un’umanità plasmata dalla Ragione e strappata alla superstizione. Succede, però, che proprio nell’Occidente laicamente formato, abbiano trovato folle entusiaste le ideologie mortifere che hanno devastato i due secoli seguiti al trionfo delle utopie roussoiane. Ma poiché gli ideologi hanno per motto «se la realtà non coincide con la teoria, tanto peggio per la realtà», il mito ha continuato ad agire. Il sesso fra gli adolescenti crea gravidanze incongrue e favorisce violenze? Si istituiscano nelle scuole «corsi di educazione sessuale». Alcol e droghe devastano i giovanissimi? Ecco gli esperti per gli appositi «corsi contro le dipendenze». C’è strage su moto e automobili? Subito «corsi di educazione stradale». La convivenza sociale è sempre più turbolenta? Ecco dei bei «corsi di educazione civica». Si potrebbe continuare, ma la realtà è chiara: a ogni problema, una risposta affidata alla scuola. Con il risultato, segnalato da pedagogisti ovviamente inascoltati, o di effetti irrilevanti o addirittura di aggravamento delle situazioni: il confuso istinto di ribellione dei giovani porta a sperimentare e a praticare ciò che è condannato nelle prediche degli adulti, soprattutto se insegnanti. Trasgredire al professore dà tanto gusto come, un tempo, trasgredire al parroco. E ora, tocca all’Islam, la cui presenza tra noi, ogni giorno in crescita, è tra gli eventi che meritano l’inflazionato aggettivo di «storico». Non siamo davanti a una immigrazione, ma a una di quelle migrazioni che si verificano una o due volte in un millennio. Per quanto importa, sono tra i convinti che, sulla lunga durata, l’Occidente si rivelerà per l’islamismo una trappola mortale. I nostri valori e, più ancora, i nostri vizi, corroderanno e, alla fine, faranno implodere una fede il cui Testo fondante non è per nulla in grado di affrontare la critica cui sono state sottoposte le Scritture ebraico-cristiane. Una fede che, in 1400 anni, non è mai riuscita ad uscire durevolmente dalle zone attorno ai tropici, essendo una Legge nata per remote organizzazioni tribali. Una fede che, priva di clero e di un’organizzazione unitaria, impossibilitata a interpretare il Corano — da applicare sempre e solo alla lettera — è incapace di affrontare le sfide della modernità e deve rinserrarsi dietro le sue mura, tentando di esorcizzare la paura con l’aggressività. Ma poi: panini al prosciutto, vini e liquori, minigonne e bikini, promiscuità sessuale, pornografia, aborti liberi e gratuiti, «orgogli» omosessuali, persino la convivenza con cani e gatti, esseri impuri, e tutto ciò di cui è fatto il nostro mondo — nel bene e nel male — farà sì che chi si credeva conquistatore si ritroverà conquistato. Ma questo, dicevo, in una prospettiva storica: per arrivarci passerà molto tempo e molti saranno i travagli, magari i drammi. Per adesso, che fare? Sorprende che, proprio da destra, si proponga lo pseudorimedio che è, da sempre, quello caro alle sinistre: nelle scuole «corsi di Islam», quello buono, quello politically correct . L’idea non ha né capo né coda. Brevemente: poiché, a parte casi particolari, gli allievi islamici sono ancora pochi in ogni classe, bisognerebbe riunirli tutti assieme in una classe sola, almeno per quelle ore. Ed ecco pronta la madrassa, la scuola coranica, che esige che i credenti in Allah stiano unicamente con altri credenti. Stretti in comunità, a cura della nostra Repubblica, chi farà loro lezione? E che gli si insegnerà? Gli ingenui, o insipienti, promotori della proposta si cullano forse nel mito di un «Islam moderato», pensano che esistano schiere di intellettuali musulmani «laici, pluralisti, democratici», pronti ad affrontare concorsi per cattedre di Islam «corretto»? Ignorano che incorrerebbe in una fatwa di morte il muslìm che presentasse la sua religione come una verità tra le altre? Non sanno che relativismo e neutralità religiosa sono frutti dell’illuminismo europeo, ma bestemmie per il credente coranico? Ignorano che l’anno islamico inizia da Maometto e che il tempo e il mondo sono solo del suo Allah? Non sanno che è impensabile il concetto stesso di «storia delle religioni» per chi è convinto che c’è una sola fede e le altre sono o incomplete o menzognere? I politici pensano, allora, di affidare le «ore di Islam» a non islamici, di far spiegare il Corano — in modo «laico e neutrale» — a chi non lo crede la Parola eterna e immutabile di Dio? Fossi un assicuratore, mai stipulerei una polizza sulla vita per simili, improbabili, introvabili docenti. Se l’insegnamento nelle istituende «madrasse della Repubblica italiana» differisse anche di poco da quello delle moschee, l’esplosione di violenza sarebbe inevitabile. E, come troppo spesso è successo con i fautori delle «ore di…», le buone intenzioni produrrebbero frutti disastrosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-6684018967283112992?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/6684018967283112992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=6684018967283112992' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/6684018967283112992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/6684018967283112992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2009/10/lidea-disastrosa-dellora-di-islam-e-il.html' title='L’idea (disastrosa) dell’ora di Islam e il rischio della scuola coranica'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-1548490534380666494</id><published>2009-10-24T14:31:00.000+02:00</published><updated>2009-10-24T14:33:26.779+02:00</updated><title type='text'>Scioperi e Compagnia</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cmassimo%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:shapedefaults ext="edit" spidmax="1026"&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;o:shapelayout ext="edit"&gt;   &lt;o:idmap ext="edit" data="1"&gt;  &lt;/o:shapelayout&gt;&lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;Ricomincia la scuola e puntuale (come la morte) arrivano le contestazioni e gli scioperi, semplici giorni di protesta contro il sistema scuola, il governo , e chi ne ha più ne metta. Lo sciopero che tende a colpire il reparto scuola, è sempre più un giorno perso per un’accozzaglia di scuse e motivazioni che trovano sempre meno l’appoggio di coloro che da sempre combattono per il diritto allo studio, e sempre un maggiore appoggio di chi non va a scuola perché “non gliene va!” Da questo punto di vista, la città e gli studenti di San Benedetto non ci stanno! A che cosa? Non si sa, ma ci tengono a far sapere che loro non dimenticano… Sembra assurdo, ma proprio così recitano i volantini che hanno riempito le scuole di San Benedetto. Uno dei volantini più emblematici recitava frasi del tipo: Sono i responsabili della crisi (Chi?), oppure, tolgono i fondi dalle scuole, e frasi del genere senza un preciso soggetto, in fondo al foglio, finalmente si identificavano dicendo: noi non dimentichiamo (come se ci fosse qualcosa da ricordare), invitando i ragazzi a scioperare il 9 Ottobre. Premesso che le motivazioni erano semplicemente assurde, e che i quattro gatti che hanno scioperato a San Benedetto non se li sono “filati” nessuno tranne la pattuglia dei carabinieri, bisogna far notare che a San Benedetto le contestazioni riguardanti la scuola hanno sempre appoggio. Quest’anno non sapendo come invogliare la gente, e vedendo che pochi erano a far parte del corteo che si era radunato di fronte al liceo Scientifico, i manifestanti si sono giocati le ultime cartucce chiedendo disperatamente ai liceali di andare a farsi una passeggiata in centro, piuttosto che stare in classe per cinque ore. Sicuramente molti hanno scelto la strada più comoda, e non fare la figura dei “secchioni” (come se andare a scuola fosse un’assurdità), andando dietro ad un corteo di gente che sui volantini chiede il diritto alla continuità scolastica, poi si corregge persuadendo i ragazzi chiedendo di fare quattro passi con loro. Il giorno dello sciopero è sempre un giorno diverso dagli altri, vedi già la mattina nel pullman arrivare gente mai vista prima e ragazzi che difficilmente ancora frequentano la scuola, perché troppo grandi, oppure vedi che a reggere lo striscione della manifestazione ci sono ragazzi che forti delle loro idee provano a combattere e si mettono in prima linea per difenderle. Questo mi fa molto riflettere perché è visibile nei loro occhi una domanda di felicità, a questa domanda purtroppo mi rendo conto che non sanno rispondere, o meglio si rifugiano in qualcosa che purtroppo per loro non li renderà mai felici. Pensando a ciò posso reputarmi molto fortunato di aver incontrato una compagnia di amici che ogni giorno mi richiama al bisogno di felicità, l’unica cosa che mi manca è far conoscere anche a loro la compagnia, per questo diffondiamo il nostro giornale.&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-1548490534380666494?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/1548490534380666494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=1548490534380666494' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/1548490534380666494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/1548490534380666494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2009/10/scioperi-e-compagnia.html' title='Scioperi e Compagnia'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-387225942592034014</id><published>2009-10-14T15:31:00.000+02:00</published><updated>2009-10-14T15:40:07.256+02:00</updated><title type='text'>Un pò di facce...</title><content type='html'>Ecco alcuni momenti della nostra vacanza di quest'estate passata a Sass de Stria (Belluno):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/StXTa1dUqTI/AAAAAAAAACk/WUpsnNQqoBE/s1600-h/P1050309.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 225px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/StXTa1dUqTI/AAAAAAAAACk/WUpsnNQqoBE/s400/P1050309.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392448586826164530" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/StXULQXyt8I/AAAAAAAAAC0/2EboqZA21V4/s1600-h/DSCN5517.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 300px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/StXULQXyt8I/AAAAAAAAAC0/2EboqZA21V4/s400/DSCN5517.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392449418684446658" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/StXTpkbf8wI/AAAAAAAAACs/dBO68VZ0uXc/s1600-h/DSCN5757.JPG"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/StXTpkbf8wI/AAAAAAAAACs/dBO68VZ0uXc/s400/DSCN5757.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392448839953150722" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-387225942592034014?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/387225942592034014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=387225942592034014' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/387225942592034014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/387225942592034014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2009/10/un-po-di-facce.html' title='Un pò di facce...'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/StXTa1dUqTI/AAAAAAAAACk/WUpsnNQqoBE/s72-c/P1050309.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-5435767471121522956</id><published>2009-10-13T16:32:00.001+02:00</published><updated>2009-10-13T16:45:02.611+02:00</updated><title type='text'>Un'estate in Compagnia</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ecco le testimonianze su come noi, ragazzi delle superiori della Compagnia dei Tipi Loschi, abbiamo passato due momenti importanti della nostra estate: il campo estivo, e il Meting per l'amicizia tra i popoli di Rimini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;METTERE IN DISCUSSIONE UNA VACANZA INTERA PER UN PROBLEMA CHE INVECE POTREBBE RIVELARSI UNA GRANDE OCCASIONE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Problema fondamentale:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;la camera. Ho passato la maggior parte del campo affaticato per questo motivo e volevo tornare a casa. Con il passare dei giorni però ho capito che avrei fatto una cavolata ad andarmene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Mi è piaciuto giocare a carte con il Beccio!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Di ciò che ha detto Sermarini mi ha colpito quando diceva che “abbiamo un’idea distorta della sofferenza”. Noi uomini infatti non conosciamo ancora la vera sofferenza e credo che spesso ci affatichiamo per cose inutili e per queste soffriamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Daniele Bolletta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;ATTACCARSI ALLE COSE BELLE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Mi sono un po’ affaticato quando si facevano le camminate senza arrivare in cima, perché preferisco farle ed arrivare sopra per poi vedere tutto. Mi è piaciuta la canzone dell’uomo cattivo e al campo ho riapprezzato le cose belle, così come la nostra amicizia. Sermarini infatti ci ricordava che è bene attaccarsi alle cose belle. Sono riuscito poi ad ascoltare le riunioni, che mi sono servite, perchè ho capito cosa si deve fare per stare contenti anche quaggiù!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Federico Capriotti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;DUE COSE FONDAMENTALI: CONDIVIDERE E FIDARSI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Io volevo dirvi di alcune cose che mi hanno colpito del libro di Enzo Piccinini. Il matrimonio per esempio deve essere un’occasione per il mondo intero, non è una cosa che riguarda moglie e marito e basta. Io invece pensavo che ero a posto, che casa mia era aperta, ospito gente…per Enzo però la coppia era e deve essere aperta per tutto, non solo per far venire la gente, ma tutto, anche i propri pensieri sono proiettati fuori e allora tutto quello che si vive, lo si condivide (ma proprio tutto, ci si aiuta, ci si confronta e ci si scontra, si danno le ragioni di quello che si fa). Il confronto poi va bene, però a volte è bene fare come Piccinini, che con Don Giussani si comportava come un bambino: si fidava sempre!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Giusi Clementi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;UN GRAZIE AI MIEI AMICI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il campo è stata un’occasione per stare insieme cosa che magari potremmo non fare sempre durante il resto dell’anno. Al campo ho riscoperto questo grazie all’aiuto dei miei amici: grazie ad un’amicizia infatti impariamo a conoscere e a fare entrare nella nostra vita altre persone con le quali magari prima non volevamo avere a che fare. A volte anche fra di noi ci guardiamo così e rimaniamo indifferenti, non ci si interessa gli uni degli altri. Mi domando se in questi giorni dopo il campo vi incontrate, vi guardate, vi cercate, fate le cose insieme. Se non facciamo così quello che abbiamo vissuto al campo e poi al meeting sono chiacchiere.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Del meeting è piaciuta la mostra sulle riduzioni del Paraguay, perché mi ha fatto pensare che a volte diamo per scontato questa Compagnia. Questi indios invece sono rimasti affascinati dall’incontro con i gesuiti e questi gli hanno cambiato del tutto la loro vita. Noi stiamo qui perché? Da che cosa siamo rimasti affascinati? Io sono rimasto affascinato dalle persone, da uomini vivi e sono cambiato da quando sto più vicino a questi uomini vivi. Così è tutto un altro mondo, la nostra Compagnia, la nostra amicizia è un altro mondo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Marco Pellei&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;PARTECIPARE E STARCI, GRATIFICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;A me sono piaciute le camminate anche perché non le facevo da anni, un pò perché non ne avevo la possibilità visto che sono stato fuori per la scuola, ma soprattutto perché ero fuori di testa!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ho partecipato di più quest’anno e ho fatto molte esperienze nuove che mi sono piaciute. Tutto questo si può rifare, anzi devo dire che questa è un’amicizia che non ricordavo di avere, infatti sapevo che c’eravate ma me ne fregavo! Insomma devo dire che da quando sono tornato ci sono stato!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Dimitri Sfrappini&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;SI STA BENE QUANDO SI STA CON I PROPRI AMICI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Mi è piaciuto tutto, anche se non ho fatto tutte le camminate perché non me ne andava. Sono stato bene però, perchè sono stato con i miei amici, quelli che mi aiutano a ragionare. Non so se il prossimo anno ci tornerò, perché avrò 18 anni ed essendo maggiorenne potrò fare quello che voglio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Luca Fioravanti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;GLI AMICI E LE RIUNIONI COME PUNTO FERMO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il campo per me è un punto fermo. Vado fondamentalmente per stare con gli amici e sentire Serra. Anche quando non facevo le camminate, con chi rimaneva abbiamo sempre organizzato qualcosa perché mi sono detto, anche se non possiamo camminare, rimaniamo persone vive!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Del meeting la mostra di Napoli molto bella: così come la frase “nessun dono di grazia più vi manca” che Carron disse agli amici di Napoli una volta andato giù a trovarli. Questi ragazzi volevano lasciare la loro città per diverse difficoltà, ma si sono fidati di questa frase e sono rimasti perché anche a Napoli c’è del buono. E da questa scelta tante altre cose buone sono nate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Bello di Piccinini quando nel suo libro racconta di un’operazione ad una sua amica, un’operazione difficile ed impegnativa durante la quale aveva anche il cuore di parlare e rispondere agli infermieri e ai colleghi che stavano operando con lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Luca Olivieri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;ESSERE AFFATICATI E NON FARSI AIUTARE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il campo l’ho vissuto male, perché sono stato affaticato di testa, ma nonostante questo ho sentito le riunioni e ho fatto tutte le passeggiate anche se da solo. Questa esperienza mi sarà sicuramente di lezione per le prossime volte. Mi ha fatto piacere poi parlare l’ultima sera con mio fratello Roberto, anche perchè a casa di queste cose non si parla mai. Devo dire insomma che almeno un Tommasi ha un cuore!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Loris Tommasi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;RIPARTIRE DA UN METODO DI VITA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Come sempre il campo mi è piaciuto, anzi sono stato contento di aver allacciato nuove amicizie e soprattutto con Dimitri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Al campo ci si diverte, ma non è solo questo, impari ad ascoltare le riunioni, ci viene insegnato come ci ha detto Ciccio un metodo di vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Roberto Tommasi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;SPERIMENTARE LA SPERANZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Mi è piaciuto più di tutto ascoltare le riunioni di Marco, perché non ho sempre potuto quest’anno. In particolare mi ha colpito il discorso della speranza, perché mio marito ed io abbiamo sperimentato cos’è la speranza. Il campo e le riunioni con Serra hanno ridestato l’entusiasmo che c’è. Anche le indicazioni che ci ha dato per essere uomini vivi sono state utili, soprattutto il richiamo al servizio e alla messa settimanale, perchè lo scorso anno i ragazzi non lo hanno fatto per una nostra dimenticanza. Al campo non ho avuto occasione di parlare con tutti i ragazzi, ma sto continuando il lavoro quaggiù.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Del meeting: mi è piaciuta la mostra di Napoli, perché tutti spiegavano con entusiasmo le cose che fanno. Anche noi ne facciamo di cose belle eppure a volte siamo un po’ meno entusiasti nel raccontarle. Anche in questa mostra si parlava della speranza: due testimonianze mi hanno colpito; la testimonianza della mamma della bambina down lasciata per questo dal marito, che riconosce nella figlia questa speranza, perché grazie a lei ha incontrato il movimento; l’episodio della caffettiera che da una moka da due è diventata una da venti, perché la casa gli si è riempita di amici. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Mi ha colpito la frase “paion traversie, eppur sono opportunità” perché quello che per noi sembrava un dolore, si è poi tramutato in Gioia, perchè per noi Giorgia è veramente una Gioia. Bella anche la mostra dei genitori di santa Teresina che mi sono fatta raccontare, perchè anche io desidero un matrimonio come quello, un rapporto con mio marito non chiuso su se stesso e vorrei che mia figlia crescesse nello stesso modo in cui sono cresciute le loro figlie, anche attraverso le amicizie che frequentiamo. Per me la condivisione è: quando siamo stati in Russia io e mio marito eravamo soli, ma sentivamo la vicinanza di tutte le persone che a casa stavano pregando e ho visto al ritorno che la nostra gioia era la loro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Loredana Giuliani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;FIDARSI, PREMIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Inizialmente non mi andava di venire e diciamo che ne sono stata costretta, ma alla fine vi ringrazio, perché ho passato dei bei giorni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ciò di cui sono stata contenta è stata la confessione con Don Andrea, perchè mi sono confessata tutti i miei dubbi. Belle anche le scampagnate. Le riunioni di Serra invece non sono riuscita a seguirle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Elena Novelli&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;SENTIRSI GRANDI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Mi è piaciuto tutto, sono stato bene con Ciccio, ma ho fatto fatica a seguire le riunioni e mi stupivo nel sentir parlare Vladimiro o Piergiorgio che sono più piccoli di me circa ciò che li colpiva. Nelle ultime riunioni però ho cercato di seguire e mi sono sentito importante!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Mi è piaciuto stare col Beccio, perchè ho scoperto cose nuove di lui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Andrea Capriotti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;FAR FINTA DI PERDERE TUTTO, PER CAPIRNE L’IMPORTANZA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;L’anno scorso non c’eravamo, perché dovevamo andare in Russia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Volevo venire tanto quest’anno anche perché volevo chiarire certe questioni della mia vita che non mi riportavano (una difficoltà di lavoro). Durante una riunione Marco diceva: un uomo vivo per capire ciò che conta nella sua vita fa finta di aver perso tutto per poi capire quali sono le cose importanti nella vita. Abbiamo incontrato durante il campo un’altra coppia che era venuta con noi in Russia. Noi abbiamo condiviso con loro una cosa grande che ci lega, per questo ci siamo voluti incontrare anche a costo di sacrifici. Il marito mi ha detto che lui sapeva che Dio ci aveva messo insieme per affrontare questa cosa. Io sono rimasto annichilito, perché loro sono andati a messa grazie a noi che gli avevamo raccontato la nostra esperienza. Sfido voi ragazzi a condividere fra di voi qualcosa di grande che ci fa rimanere legati per la vita. Si può partire anche dal condividere cose piccole, un gelato insieme, una passeggiata: fa bene all’amicizia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Marco Nobili&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;…FARE AMICIZIE NUOVE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Sono andato al campo contento, poi mi sono affaticato. Non vedevo l’ora di ripartire, poi siamo ripartiti e non me ne andava di tornare a casa. Nonostante questo mi sono trovato bene ed ho  anche fatto amicizia con Giannandrea.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Francesco Sterlicchio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;APPREZZARE TUTTO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La vacanza mi è piaciuta; mi sono piaciute le camminate e anche le riunioni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Domenico Roncarolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;IL CAMPO: UN METODO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il campo è sempre un’occasione per stare insieme e perché quello che ci viene insegnato al campo è utile e dovremmo farlo soprattutto a San Benedetto. Come stiamo al campo è un metodo che se applichiamo quaggiù ci può fare veramente felici. Stiamo sempre insieme come al campo e diamo sempre un giudizio a ciò che viviamo; con i ragazzi delle medie al tavolo durante il pranzo usciva sempre qualcosa di bello, un giudizio anche se a volte attraverso uno scontro, ma era utile, perché poi si era più vivi. Poi delle riunioni, Chesterton mi piace anche se faccio fatica a leggerlo. Nell’uomo vivo bello dove il tizio vuole rubare le cose che già gli appartenevano, mi fa capire che a volte diamo per scontato ciò che abbiamo. Poi anche se sembra scontato: montagne montagne io vi amo!!!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Stefano Olivieri&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;COINVOLGERSI, RENDE PERSONE VIVE!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Mi ha colpito la canzone dell’uomo cattivo: tutti lo davano per disperso, ma alla fine c’è stata una speranza anche per lui. In camera sono stata bene con Chiara Pellei, Chiara Falcioni ed Elena e mi sono legata ad Elena, almeno un pochino, sicuramente più di prima. Mi è piaciuta la risposta di Serra ad una domanda di  Marco Capecci che però non ricordo bene. Comunque Serra ha risposto dicendo che noi non sperimentiamo questa speranza, perché non ci coinvolgiamo nella nostra vita e non la prendiamo sul serio. Anche a me capita così. Non posso dire poi che torno dal campo cambiata…però oggi (giovedì sera) sono venuta a riunione!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Sara Marcozzi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;UN’AMICIZIA CHE NON LASCIA MAI NULLA SUL TAVOLO!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;È SEMPRE UNA GRANDE OCCASIONE PASSARE QUALCHE GIORNO AL MEETING. PERSONALMENTE E’ UN “APPUNTAMENTO” AL QUALE CERCO DI NON MANCARE MAI. DOPO L’ANNO IN CUI FECI DA GUIDA ALLA MOSTRA DELLA CDO SPORT E VI PASSAI UNA SETTIMANA INTERA CON SILVIA GRAZIOLI, COME SI DICE: PORTA FRUTTO RIMANERE ATTACCATI A QUESTE BELLE COSE! POI GRAZIE AL MEETING ORA DIVORO LIBRI SU LIBRI E SE POTESSI OGNI ANNO MI FAREI LA SCORTA IN LIBRERIA! IO, FEDERICA OLIVIERI, CHE NON LEGGEVO NEMMENO PER COMPLETARE UNA ANALISI DEL TESTO A SCUOLA! COME SEMPRE QUINDI BASTA FIDARSI DI CHI CI PROPONE QUESTE COSE, ANCHE SE ALL’INIZIO NON CAPIAMO BENE IL MOTIVO. CIO’ POI CHE MI ENTUSIASMA AL MEETING E’ INCONTRARE TANTE FACCE AMICHE CHE NON SI VEDONO DURANTE L’ANNO, PERCHE’ LONTANE. PER NON PARLARE POI DELLE MOSTRE CHE IN 3 GIORNI HO GIRATO TUTTE E GLI INCONTRI PIU’ SALIENTI AI QUALI SONO ANDATA CHE, COME AL CAMPO, RIDESTANO IL NOSTRO CUORE. INSOMMA TRA IL CAMPO ED IL MEETING CI SI RIFA’ OGNI ANNO LA SCORTA PER AFFRONTARE AL MEGLIO IL QUOTIDIANO AL QUALE OGNUNO DI NOI E’ CHIAMATO.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;AGGIUNGO POI UN ULTIMO GIUDIZIO DEL CAMPO: SONO PARTITA CON L’INTENZIONE DI ESSERE APERTA A 360° E COSì E’ STATO; SONO STATA CON TUTTI E SONO STATA A TUTTO, ANCHE SE A VOLTE PER LA STANCHEZZA SI ERA COMBATTUTTI, MA STRINGENDO I DENTI HO CAPITO CHE E’ MEGLIO NON FAR CADERE NULLA DI QUEL CHE CI VIENE MESSO DAVANTI. TUTTO QUESTO PERO’ E’ POSSIBILE SOLO GRAZIE ALL’AIUTO DI QUALCUNO CHE COSTANTEMENTE TI RICHIAMA AD ESSERE DESTO E SVEGLIO SEMPRE. ORA CONTINUEREMO A METTERE IN PRATICA GLI INSEGNAMENTI RICEVUTI ANCHE QUAGGIU’.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-family:trebuchet ms;" &gt;Federica Olivieri&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-5435767471121522956?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/5435767471121522956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=5435767471121522956' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/5435767471121522956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/5435767471121522956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2009/10/unestate-in-compagnia.html' title='Un&apos;estate in Compagnia'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-2805948156039409483</id><published>2009-10-13T15:37:00.000+02:00</published><updated>2009-10-13T15:41:42.997+02:00</updated><title type='text'>Una scuola dell'altro mondo in questo mondo</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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 &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(51, 0, 51);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Parto un po' da lontano, da San Benedetto perché da lì che siamo partiti per venire a Calcinate presso la&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;scuola “la Traccia” per preparare insieme ai nostri colleghi il programma di quest'anno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(51, 0, 51);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Siamo partiti in cinque: io, professore di matematica e scienze, mio fratello Giorgio professore di tecnica, Chiara neo-professoressa di lettere, Michela professoressa di Francese e Paolo, l'autista, professore di inglese nonché preside della nostra scuola Chesterton.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(51, 0, 51);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Venire quassù è per noi un'occasione di condivisione e confronto con i nostri colleghi di materia. Sì, è proprio così, perché in questa scuola i professori si incontrano tra loro e si confrontano e tale incontro non è occasionale ma “istituzionalizzato” ovvero previsto e stabilito anche nell'orario scolastico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(51, 0, 51);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Prima dell'inizio dell'anno ci si riunisce per dare un giudizio sui programmi dell'anno appena trascorso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(51, 0, 51);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La cosa che più stupisce noi sambenedettesi, è che qui si ha l'impressione di stare in mezzo ad un gruppo di &lt;i&gt;amici&lt;/i&gt; che si ritrovano insieme ogni anno con la preoccupazione di far crescere i propri alunni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(51, 0, 51);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Si affronta il tema principale proposto per la prima media, &lt;i&gt;Alla scoperta della realtà&lt;/i&gt;, e tutti i professori, ognuno per la propria materia, arrivano al collegio&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;preparati con le proprie proposte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(51, 0, 51);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Tutti gli argomenti che i professori propongono, assumono un nuovo aspetto: &lt;i&gt;“sterili numeri diventano mezzo di scoperta della realtà che hanno permesso all'uomo di conoscere l'universo...”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(51, 0, 51);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;I professori, anche quelli più anziani, che sono davvero pochi, si rimettono in gioco ogni anno nel proporre nuovi argomenti, e nuove modalità per facilitare i ragazzi nella scoperta del mondo che li circonda.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(51, 0, 51);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Durante l'anno poi, ogni settimana, i professori di una stessa materia si incontrano in un'ora stabilita e si confrontano sulla didattica&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e sull'andamento scolastico dei ragazzi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(51, 0, 51);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Per noi tale confronto è utilissimo perché spesso nell'insegnamento il rischio che si corre è quello di preoccuparsi soltanto dello svolgimento del programma curriculare dimenticando di avere davanti a noi “piccoli uomini” che hanno bisogno di qualcuno che li accompagni nella bellissima esperienza che è la scuola.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(51, 0, 51);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Allora mossi dal motto del nostro patrono “Una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andarvi contro”, riprendiamo quest'anno il mare aperto con nuovi mozzi (gli alunni della prima), nuovi ufficiali (i professori), augurandoci che questo nuovo ed entusiasmante viaggio possa condurci verso nuovi e felici lidi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: trebuchet ms; color: rgb(51, 0, 51);" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Verdana&amp;quot;,&amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 0, 51);font-size:100%;" &gt;&lt;span style="font-family: trebuchet ms;"&gt;                                                                             marcopellei@tiscali.it&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-2805948156039409483?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/2805948156039409483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=2805948156039409483' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/2805948156039409483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/2805948156039409483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2009/10/una-scuola-dellaltro-mondo-in-questo.html' title='Una scuola dell&apos;altro mondo in questo mondo'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-2622488112778431139</id><published>2009-01-11T20:10:00.000+01:00</published><updated>2009-01-11T20:12:10.447+01:00</updated><title type='text'>L'apparenza inganna</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cmassimo%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt; 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Di solito però si continuava a scioperare fino a qualche giorno prima di Natale (anche perché poi il freddo non richiamava il pubblico nelle piazze) mentre quest’anno la contestazione è finita prima.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:RotisSemiSans-Light;font-size:100%;"  &gt;I giornalisti quest’anno hanno aggiunto il carico: le trenta persone che si ritrovano in piazza con qualche cartello e urlando contro la polizia e le istituzioni, sono state trasformate nel “movimento dell’onda”, “la protesta degli studenti”, “le piazze in rivolta” (poi se ci prendono gli insulti da chi non appoggia la protesta si denuncia “la repressione fascista”), ed ottengono dalla Cgil l’appoggio per andare a Roma in treno senza pagare il biglietto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:RotisSemiSans-Light;font-size:100%;"  &gt;Sempre i giornalisti prendono dieci ragazzi che si trovano alla stazione di Brera e che urlano contro &lt;st1:personname productid="la Gelmini" st="on"&gt;la Gelmini&lt;/st1:personname&gt; o contro Berlusconi, e li trasformano negli “studenti di Brera”; però vanno ad Anno Zero, si fanno fotografare, filmare ed entrano nelle case degli Italiani come salvatori della patria. Pregherei tutti di non fermarsi all’apparenza ma di andare oltre. Infatti alla Sapienza (l’Università di Roma), l’epicentro della protesta, dopo le elezioni di Venerdì 28 Novembre hanno trionfato le liste di Centro-destra e di Comunione e Liberazione. Una notizia che a quelli di Anno Zero sembra proprio non essere giunta.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:RotisSemiSans-Light;font-size:100%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=";font-family:RotisSemiSans-Light;font-size:10;"  &gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Federico Capriotti &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-2622488112778431139?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/2622488112778431139/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=2622488112778431139' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/2622488112778431139'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/2622488112778431139'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2009/01/lapparenza-inganna.html' title='L&apos;apparenza inganna'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-6858746454944753613</id><published>2009-01-11T20:03:00.000+01:00</published><updated>2009-01-11T20:05:57.019+01:00</updated><title type='text'>La strada indicata dal Papa: comunicare un’umanità nuova</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;      &lt;p style="text-align: justify; font-style: italic;"&gt;Vi proponiamo questo articolo pubblicato su IlSussidiario.net, su un discorso del papa sull'educazione.&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Benedetto XVI, al Te Deum del 31 dicembre, ha di nuovo ribadito che l'emergenza educativa rimane una delle questioni più urgenti della società in cui viviamo. Si tratta anzi, secondo quanto emerso dalle parole del Papa, della questione decisiva; anche per affrontare la grave crisi economica in cui ci troviamo, cui il Papa si è riferito parlando delle «nubi» che incombono su questo 2009, è dall'educazione che si deve partire, cosicché non prevalgano criteri tipici di una società nichilista, riassumibili con la formula del “si salvi chi può”. In questa direzione il Papa ha sollecitato i cristiani a dare il loro contributo, realizzando una «sinergia fra le famiglie, la scuola e le parrocchie per una evangelizzazione profonda e per una coraggiosa promozione umana, capaci di comunicare a quanti più è possibile la ricchezza che scaturisce dall'incontro con Cristo». Per Benedetto XVI la via è dunque chiara: dal riconoscimento del Mistero presente scaturisce una umanità nuova, ed è questa vita rinnovata dall'incontro con Cristo il contributo che i cristiani sono chiamati a dare alla «costruzione di una società giusta e fraterna». Ancora una volta il Papa ha sollecitato chi crede a trovare dentro la propria esperienza le risorse per contribuire alla costruzione di una convivenza umana in cui l'uomo sia realmente, e non solo intenzionalmente, al centro di tutto. È questa l'educazione: l'aiuto a trovare in sé l'energia di vivere e di costruire. E l'amico più grande in questo compito è Cristo, nel cui sguardo si ritrova la positività di cui tutti siamo fatti. Del resto il Papa, sempre nel discorso tenuto in occasione del Te Deum, ha voluto mettere in evidenza il momento più delicato dell'emergenza educativa, quello che vede gli adulti impegnati nel rapporto con i giovani. Benedetto XVI ha sottolineato con vigore quanto ogni giovane porti «insopprimibile nel suo cuore la domanda sul senso dell'umana esistenza», e ha di conseguenza sollecitato gli adulti  a prendere sul serio questa domanda insopprimibile e così emergente dentro la giovinezza. Il metodo con cui si può aiutare i giovani a trovare la risposta alla domanda che urge dentro il loro cuore non consiste nel dare regole di vita o inutili prescrizioni, ma, come ha detto il Papa, nel «testimoniare alle nuove generazioni la gioia che scaturisce dall'incontro con Gesù, il quale nascendo a Betlemme è venuto non a toglierci qualcosa, ma a donarci tutto». Si educa testimoniando: è questa la sfida decisiva di questi tempi. Ed è per questo che di fronte alla domanda dei giovani ogni adulto è sollecitato a chiedersi se ciò per cui vive lo rende contento. Altrimenti, che cosa avrebbe da offrire ai giovani? Solo istruzioni per l'uso. Ma non sarebbe altro che un’offerta del tutto inadeguata: ciò che un giovane d'oggi cerca, infatti, è la felicità, e solo uomini e donne felici possono essere all'altezza di questa urgenza, l'unica vera urgenza della vita. È qui, in questa urgenza della testimonianza, che sta la sfida del Papa; ed è solo nella comunicazione di una novità umana che si può affrontare in modo efficace l'emergenza educativa.&lt;/p&gt;   &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Gianni Mereghetti)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-6858746454944753613?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/6858746454944753613/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=6858746454944753613' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/6858746454944753613'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/6858746454944753613'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2009/01/la-strada-indicata-dal-papa-comunicare.html' title='La strada indicata dal Papa: comunicare un’umanità nuova'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-7319482541502561981</id><published>2008-11-26T19:16:00.000+01:00</published><updated>2008-11-26T19:25:33.539+01:00</updated><title type='text'>Sempre meno fondi per le scuole private, ecco cosa ne pensa Vincenzo Silvano</title><content type='html'>Ecco l'articolo di Vincenzo Silvano riportato su "&lt;a style="color: rgb(51, 51, 255);" href="http://www.ilsussidiario.net//"&gt;IlSussidiario.net&lt;/a&gt;" il 19 Novembre,&lt;br /&gt;su un argomento che tanto preme noi di Scuola Vera e della Compagnia dei Tipi Loschi:&lt;br /&gt;la scuola privata&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le scuole paritarie primarie e dell’infanzia hanno saputo solo in questi giorni che non potranno disporre dell’anticipo dei contributi spettanti per l’anno scolastico 2008/2009, già stanziati dal Bilancio 2008 e già assegnati dal Ministero dell’Istruzione. Interpellate, le Direzioni scolastiche regionali, che devono provvedere a erogare le somme ai destinatari, hanno comunicato che le casse sono vuote. E’ del tutto inusuale che fondi già stanziati vengano bloccati brutalmente. Si tratta di soldi che servono alle scuole per vivere ogni giorno, soldi di prima necessità. Non si riusciranno a pagare le tredicesime agli insegnanti. La ragione è che il ministero delle Finanze ha bloccato i fondi, almeno finché non sia terminata la sessione di Bilancio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poiché la sessione di Bilancio è cominciata da quando è stata approvata formalmente la Legge finanziaria da parte del Consiglio dei Ministri, ci si chiede perché il ministro dell’Istruzione e il suo apparato non si siano accorti da subito dello scippo o, peggio, abbiano finto di non vederlo o, peggio ancora, abbiano, per disattenzione e sciatteria, trascurato “il particolare”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questo è dunque lecito porre alcune domande:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.Il programma di governo del centrodestra non aveva, tra i suoi punti cardine, la libertà educativa? Le promesse elettorali sono dunque carta straccia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.Il Governo non si era impegnato a provvedere all’introduzione di una effettiva libertà di scelta da parte delle famiglie, dopo l’approvazione dell’ordine del giorno presentato il 9 ottobre proprio su questo tema?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.Il sottosegretario all’Economia Giuseppe Vegas non ha forse garantito ufficialmente che «i finanziamenti pubblici per le scuole paritarie verranno assicurati dell'ammontare necessario a garantirne il funzionamento a pieno regime?»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.Non si era detto (ilsussidiario.net, 11 novembre 2008) che sarebbe stato discusso e votato un altro ordine del giorno che, oltre a chiedere i fondi per gli istituti di istruzione non statali, avrebbe posto anche la questione della piena e totale parità scolastica da raggiungere entro la fine della legislatura?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5.Non preoccupa nessuno il fatto che possano chiudere le scuole paritarie, con conseguente trasferimento di tutti gli alunni alle statali, dove il costo è dieci volte superiore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quale che sia la risposta a queste domande, emerge con tutta evidenza un dato culturale e perciò politico di prima grandezza: che i temi dell’istruzione e dell’educazione non sono al primo posto nell’agenda del governo. Mentre si buttano milioni di euro in improbabili salvataggi di carrozzoni clientelari, quali l’Alitalia, in nome della lisa retorica della compagnia di bandiera nazionale, non si provvede alle necessità essenziali della Nazione. L’educazione è l’ossigeno del paese, è il respiro delle giovani generazioni. Non è un optional. Possiamo stringere la cinghia su tutto, risparmiare, razionalizzare, ma non morire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Resta da constatare malinconicamente il divario tra le promesse e la realtà effettuale. Non è la prima volta. Le promesse, si sa, generano consenso, quanto più sono rutilanti e multicolori. Ma quando i fuochi d’artificio si spengono nel buio, anche il consenso ne condivide il destino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vincenzo Silvano&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-7319482541502561981?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/7319482541502561981/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=7319482541502561981' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/7319482541502561981'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/7319482541502561981'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/11/sempre-meno-fondi-per-le-scuole-private.html' title='Sempre meno fondi per le scuole private, ecco cosa ne pensa Vincenzo Silvano'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-7233602084827125590</id><published>2008-11-19T15:36:00.000+01:00</published><updated>2008-11-19T15:38:06.392+01:00</updated><title type='text'>Diario di Scuola</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cmassimo%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="metricconverter"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !mso]&gt;&lt;object classid="clsid:38481807-CA0E-42D2-BF39-B33AF135CC4D" id="ieooui"&gt;&lt;/object&gt; &lt;style&gt; st1\:*{behavior:url(#ieooui) } &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Font Definitions */  @font-face 	{font-family:RotisSansSerif-Light; 	panose-1:0 0 0 0 0 0 0 0 0 0; 	mso-font-charset:0; 	mso-generic-font-family:swiss; 	mso-font-format:other; 	mso-font-pitch:variable; 	mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;}  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;&lt;span style="font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;Giovedì 30 Ottobre in molte piazze italiane si è manifestato contro il decreto Gelmini, con uno sciopero generale indetto dai sindacati al quale hanno partecipato molti lavoratori del settore scuola e moltissimi ragazzi. Purtroppo però tra questi ragazzi pochi sapevano il perché di questa grande manifestazione, così il giorno prima dello sciopero (Mercoledì 29 Ottobre), essendo il rappresentante della mia classe, ho deciso di portare il testo del decreto e di discuterne durante l’assemblea. Così Mercoledì 29 nelle ultime due ore abbiamo letto il decreto insieme e ne abbiamo commentato ogni articolo. È venuta fuori una discussione molto interessante paragonando ciò che i giornali e i vari partiti sostenevano e il decreto vero e proprio. Ci abbiamo messo poco a capire che lo sciopero contro il decreto Gelmini non aveva motivazioni valide per noi studenti. Infatti l’unico articolo del decreto che riguarda gli studenti e le loro problematiche è quello riguardante il &lt;st1:metricconverter productid="5 in" st="on"&gt;5 in&lt;/st1:metricconverter&gt; condotta che tornerà a dare dignità alle scuole, perché comporterà la bocciatura per chi non avrà un comportamento consono all’ambiente scolastico. Poiché io e i miei compagni ci siamo trovati d’accordo sulla positività di questa innovazione, siamo giunti alla conclusione che lo sciopero, discusso in quei termini non di proposta ma di rigida opposizione, non avrebbe avuto senso. Quando sembrava che ormai la classe fosse unita nel “boicottare” lo sciopero, si è alzato un mio compagno che , sicuro delle sue idee, ha affermato che il decreto non si poteva ridurre a quell’articolo, ma riguardava anche l’università. Così è riuscito ad intrufolarsi nell’aula di informatica ed ha scaricato un altro decreto nel quale si parlava dell’aumento delle tasse nell’Università pubblica, “così da avviarla ad una lenta privatizzazione”. Purtroppo però l’articolo in questione non interessava le Scuole Superiori, ma faceva parte della finanziaria. Quindi alla quinta ora di Mercoledì 29 Ottobre, siamo giunti alla conclusione che il decreto Gelmini non era da contestare e che il giorno dopo, sicuri delle nostre idee, saremmo entrati quasi tutti. Il giorno dopo siamo entrati in tredici persone. Degli otto assenti uno era malato, uno aveva l’esame per la patente, quattro ragazzi hanno preferito restare a casa e soltanto due hanno partecipato alla manifestazione. Fatto sta che in quel giorno davanti al cancello del Liceo Scientifico i manifestanti avevano appeso uno striscione che impediva il passaggio (ma soprattutto intimoriva) chi avesse voluto entrare in classe. Con 13 presenti noi della 3°Bi eravamo la classe più numerosa del Liceo Scientifico di San Benedetto. Anche in città si è manifestato con un corteo di circa 700 persone (così dicono i manifestanti) che dopo essere arrivato in piazza Giorgini (30/35 minuti a piedi) si è sciolto e i ragazzi sono andati ognuno per la propria strada. Sicuramente delle 700 persone pochi conoscevano il motivo dello sciopero, ma hanno scelto la via facile dell’ assenza alle 5 ore di lezione. Concludendo inviterei coloro che leggono questo articolo a domandarsi il significato di certe posizioni che vengono prese a pretesto per gli scioperi a scuola e a farsi una propria idea invece di “fare come le pecore”, andando dietro al primo urlatore che strilla più forte e predica la via che sembra più facile e comoda. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;" align="right"&gt;&lt;span style="font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;Federico &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-7233602084827125590?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/7233602084827125590/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=7233602084827125590' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/7233602084827125590'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/7233602084827125590'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/11/diario-di-scuola.html' title='Diario di Scuola'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-7537438168691943534</id><published>2008-11-18T18:08:00.000+01:00</published><updated>2008-11-18T18:09:46.615+01:00</updated><title type='text'>“Una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andarvi contro”</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;L’esperienza della Scuola Media Libera “G.K.Chesterton”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Già dallo scorso Settembre, è nata la Scuola Media Libera “G.K.Chesterton” e Sabato 15 Novembre è stata presentata a Casa San Francesco l’attività della scuola e il progetto che la Cooperativa Capitani Coraggiosi ha intrapreso e che vuole portare avanti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 15, l’avvocato Marco Sermarini, fondatore della Compagnia dei Tipi Loschi del Beato Piergiorgio Frassati, ha presentato la proposta di una scuola diversa, che affronti in pieno il problema dell’ “Emergenza Educativa” al quale il nostro caro Papa ci ha richiamato. Marco ha parlato delle caratteristiche della scuola pubblica e privata, e ha spiegato ciò che lo preme a cercare un modello di educazione diversa per i propri figli.&lt;br /&gt;“In quest’ultimo periodo l’emergenza educativa ha sovrastato tutti i problemi del nostro tempo; manca, al giorno d’oggi, una seria educazione del popolo. La nascita di questa scuola vuole far sì che si riprenda in mano l’arma del giudizio e dell’informazione. La scuola Media Libera nasce dal desiderio di alcuni genitori di proseguire anche a scuola l’esperienza educativa che vivono in famiglia, in un momento, questo, in cui ai nostri ragazzi non si dà un'educazione basata su tradizioni cattoliche e li si allontana da una vita sana e positiva. La Cooperativa  Capitani Coraggiosi (che si occupa da ormai quindici anni dell’educazione dei ragazzi portando avanti doposcuola e circolini nel territorio limitrofo di San Benedetto) vuole prendere sul serio questa emergenza educativa.”&lt;br /&gt;Un esempio molto caro all’avvocato è quello dello shopping: "Molte volte per comprare un oggetto a cui teniamo facciamo tante valutazioni sull' estetica o sulla convenienza; invece  per l’educazione dei nostri figli spesso non facciamo una scelta accurata: il criterio più diffuso è quello della vicinanza scuola-casa, quello della lingua, delle materie insegnate o magari la severità degli insegnanti. Tutto questo purtroppo non basta. La domanda da porci è: cosa dovrà diventare mio figlio? Deve essere educato dalla scuola o deve solo assimilare delle abilità (i tanto amati skills)? Con questa scuola la Cooperativa si è messa in gioco volendo costruire uomini e donne, ma questo potrà riuscire a farlo solamente educando i ragazzi, insegnandogli che vale la pena vivere. La scuola è come una nave” continua Sermarini “in ogni nave c’è bisogno di un capitano(chi dice cosa fare), un equipaggio (i professori), una rotta per sapere dove approdare; cosa fondamentale è una parte dell’equipaggio (i bambini) che vuole crescere. Purtroppo nella scuola di oggi non c’è niente di tutto ciò, non c’è una seria dirigenza che possa scegliere i propri professori, ci sono professori che fanno ciò che vogliono, non c’è una rotta e andando di questo passo la barca non andrà lontano.”&lt;br /&gt;La Scuola Media è intitolata a Gilbert Keith Chesterton, scrittore inglese vissuto tra il 1874 e il 1936, che già a suo tempo aveva previsto che il pericolo più grande che avrebbe colpito la scuola del futuro sarebbe stata la “standardizzazione verso bassi standard” (ciò che sta accadendo adesso). Bassi, infatti, sono gli standard formativi, educativi verso cui la nostra gioventù sta andando incontro.&lt;br /&gt;Il progetto che Scuola Media Libera ha iniziato è quello di costruire un centro polivalente formato da:&lt;br /&gt;-scuola media inferiore;&lt;br /&gt;-scuola media superiore;&lt;br /&gt;-centro professionale;&lt;br /&gt;-centro polisportivo.&lt;br /&gt;La scuola per quest’anno utilizza dei locali situati a Porto d’Ascoli (AP) in Via Valtellina, presso la Cooperativa Capitani Coraggiosi, ma questa barca vuole salpare per rotte più ambiziose; per fare questo ha bisogno di persone che desiderino un'educazione seria  per i propri figli e che aiutino  questa iniziativa anche con uno sforzo economico, per far sì che si possa andare “contro corrente”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federico&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-7537438168691943534?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/7537438168691943534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=7537438168691943534' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/7537438168691943534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/7537438168691943534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/11/una-cosa-morta-pu-andare-con-la_18.html' title='“Una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andarvi contro”'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-4590155669039835093</id><published>2008-11-13T17:49:00.000+01:00</published><updated>2008-11-13T17:53:42.197+01:00</updated><title type='text'>La vera "onda" che ha invaso ieri la Statale di Milano: studenti a convegno, col desiderio di capire</title><content type='html'>&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Pubblichiamo questo articolo scritto da Matteo Forte preso da &lt;a href="http://www.ilsussidiario.net"&gt;IlSussidiario.net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Un’onda ha invaso ieri l’Aula Magna della Statale di Milano. Un’onda lunga. Oltre 1.600 studenti hanno partecipato per un’ora e mezza al Convegno pubblico «Università: da dove ripartire», organizzato dal Coordinamento Liste per il Diritto allo Studio. Relatori: il Presidente dei rettori italiani Enrico Decleva e i senatori Nicola Rossi (Pd) e Giuseppe Valditara (PdL). Tema dell’incontro: le prospettive di riforma dell’università. Un tentativo, insomma, di andare oltre i semplici tagli, ma anche oltre le proteste strumentali di queste ultime settimane. Quella fiumana di gente che si è riversata nell’Aula Magna di via Festa del Perdono era irrefrenabile. Perché non smetteva di riempire ogni angolo della sala, ma anche perché – testarda – cercava di capire veramente come stanno le cose.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;«È un momento di lavoro» spiega  Stefano Verzillo, presidente Clds e moderatore. E allora giù in silenzio, a prendere appunti. Verzillo dà  alcuni dati, cita delle cifre. Spiega quali leggi ci sono in ballo: quelle votate e quali ancora in discussione. Poi elenca i nodi ancora da sciogliere. A partire da questi si aprono le discussioni. Decleva, Rossi e Valditara. Altro giro di domande di Verzillo. E ancora: Decleva, Rossi e Valditara. Le teste sono sempre chine sul blocco degli appunti. Pochi gli applausi. Non perché non si condividono i contenuti dei relatori, ma perché è un momento pensato per ascoltare e comprendere, non certo per far sapere da che parte si sta. Chi era in quarta fila – dopo le prime tre zeppe di professori (circa una sessantina) – giura che ogni tanto si è girato per capire se il silenzio era dovuto al fatto che i più avessero tagliato la corda. E invece no. Tutti lì, ad ascoltare in silenzio. Chi schiacciato per terra e chi sulle scale. Chi, ancora, in piedi contro il muro, pigiato a destra e a sinistra dai suoi compagni di corso.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Parrebbe di essere di fronte alla cosiddetta “maggioranza silenziosa”, se non fosse stato per quel canto iniziale che viene eseguito all’unisono. Si tratta della «Ballata della società», scritta nel 1965 da Claudio Chieffo. «Ma l’amaro l’amaro che c’è in me, sarà mutato in allegria» cantano tutti i 1.600. «Non ho mai visto una cosa simile» commenta uno dei due senatori. In effetti questa onda è insolita. Non è spiegabile attraverso un discorso ideologico, né categorie politiche. Chi ha organizzato il Convegno e chi vi ha partecipato ha accolto in egual modo un esponente della maggioranza ed uno dell’opposizione. Nessuno dei due è stato contestato. Non c’erano rivendicazioni, ma solo uno striscione con le parole del Capo dello Stato: «Su questi temi non si cristallizzi un clima di pura contrapposizione, ma si apra all'ascolto reciproco». Non si tratta di essere Napolitano’s boys. Tutt’altro, spiega Verzillo nelle conclusioni: «Noi all’università, a questa possibilità di crescita e di formazione, ci teniamo». Per questo i passaggi più graditi dal pubblico sono due. Quando il senatore Rossi, con uno slogan - «Fare eccellere il talento laddove c’è» -, spiega che occorre riformare il diritto allo studio finanziando gli studenti, anziché gli atenei, e pagando di più un giovane ricercatore brillante piuttosto che un ordinario attempato che non ha più niente da dire. L’altro quando, sulla scia di quanto detto dall’esponente del Pd, Valditara afferma la necessità di diversificare gli stipendi del personale docente a seconda dei risultati.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non c’è polemica, ma dialettica. Non c’è contestazione, ma desiderio di capire. Non ci sono bandiere, ma zaini, borse e appunti. È l’onda lunga dei 1.600 di ieri mattina alla Statale. Forse, perché i giornali si occupino di loro, quest’onda deve sommergere di fischi il capro espiatorio di turno, o mandare in tilt il traffico di Milano. Ma come un fiume carsico, gli universitari di ieri scorrono sotto il silenzio mediatico per riemergere improvvisamente. E non per distruggere, ma per costruire.  &lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Matteo Forte&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-4590155669039835093?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/4590155669039835093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=4590155669039835093' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/4590155669039835093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/4590155669039835093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/11/la-vera-onda-che-ha-invaso-ieri-la.html' title='La vera &quot;onda&quot; che ha invaso ieri la Statale di Milano: studenti a convegno, col desiderio di capire'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-3674413612094869608</id><published>2008-11-11T15:55:00.000+01:00</published><updated>2008-11-11T16:07:19.011+01:00</updated><title type='text'>"Una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andarvi contro" G.K.Chesterton</title><content type='html'>Invitiamo tutti&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Sabato 15 Novembre ore 16,00 a Casa San Francesco di Paola - Grottammare (AP)&lt;br /&gt;all' incontro di presentazione della&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);font-family:arial;font-size:180%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);font-family:arial;font-size:180%;"  &gt;Scuola Media Libera&lt;/span&gt; &lt;span style="color: rgb(51, 102, 255);font-family:arial;font-size:180%;"  &gt;"Gilbert Keith Chesterton"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SRme0kW1PRI/AAAAAAAAABs/M0h2Kz6gx3Q/s1600-h/volantino15nov_00.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 283px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SRme0kW1PRI/AAAAAAAAABs/M0h2Kz6gx3Q/s400/volantino15nov_00.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267415865136332050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-3674413612094869608?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/3674413612094869608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=3674413612094869608' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/3674413612094869608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/3674413612094869608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/11/una-cosa-morta-pu-andare-con-la.html' title='&quot;Una cosa morta può andare con la corrente, ma solo una cosa viva può andarvi contro&quot; G.K.Chesterton'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SRme0kW1PRI/AAAAAAAAABs/M0h2Kz6gx3Q/s72-c/volantino15nov_00.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-6875374846702991417</id><published>2008-10-29T15:59:00.000+01:00</published><updated>2008-10-29T16:02:10.368+01:00</updated><title type='text'>UNIVERSITA’ L’Onda delle proteste? Una creatura mediatica ad uso politico...</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Vi proponiamo questo articolo pubblicato su IlSussidiario.net martedì 28 ottobre 2008 scritto da Matteo Forte.&lt;/span&gt;                  &lt;div class="interviewed fl width350"&gt;                                                                   &lt;/div&gt;                                                                 &lt;div class="cl pdT10 headLine"&gt;                                                                          &lt;/div&gt;                                                                                                   &lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;L’hanno chiamata Onda. Non si capisce se si riferiscono al movimento impulsivo e periodico che si studia in fisica o al movimento della superficie dei mari. Fatto sta che per Curzio Maltese, e gli altri promoter di &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt;, la protesta in atto in alcuni atenei – ad opera di una esigua minoranza, eccetto che nelle università con bilanci dissestati (vedi i mille di Firenze, i 6mila di Pisa o i 7mila di Palermo) – è un’Onda che «comincia a ingrossarsi». «Non s'interessano di politica e neanche all'antipolitica» scrive il noto cronista a proposito di chi fa lezioni in piazza. Sono stanchi di essere paragonati ai sessantottini perché «occupazioni, slogan, cortei, tutta roba che puzza di vecchio». Il re-styling, però, non sembra funzionare tanto: “No alla privatizzazione”, “il governo uccide l’università pubblica”, “il sapere è gratuito”, “la vostra crisi non la pagheremo noi” si legge sugli striscioni appesi nei cortili e nelle facoltà. Ma questo non importa per Maltese e gli amici del gazzettino radical chic di De Benedetti: « E quindi vai con le trovate. Un giorno la lezione in piazza sfidando i capannelli, un altro il sit-in coi libri sulle linee del tram, un altro ancora i messaggi in bottiglia da distribuire ai passanti, poi la festa aperta a tutti (“un momento ludico ci vuole”). “Qualcuno ha un’altra idea?”. Sembra una riunione creativa di pubblicitari». &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Ai disinteressati dimostranti piace sorprendere insomma. E poco importa se queste sorprese piacciono solo a loro e si trovano in quattro gatti perché, ha scritto Maltese, «riescono a far parlare di sé ogni giorno». Già. Chissà come fa qualche centinaio scarso su 60mila iscritti alla Statale di Milano a catturare l’attenzione dei media? Chissà come fanno i due o 300 sugli 86mila di Bologna? Poco importa se tra i capi della protesta c’è una «bella ragazza alta e mora, dal piglio lideristico» che risulta essere «la nipote dell'Armando Cossutta, il boss del Pci milanese, l'uomo di Mosca, il rifondatore del comunismo». O se tra i “rivoltosi” della facoltà di Scienze Politiche c’è il figlio di un noto gallerista e di una firma de &lt;i&gt;L’Unità&lt;/i&gt; e de &lt;i&gt;La Stampa&lt;/i&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Pare che tutto questo sia marginale. Forse in parte è vero. Non possiamo spiegare la risonanza mediatica che questi hanno solo con le loro parentele. C’è un’altra ragione. La spiega Edmondo Berselli in un editoriale di sabato scorso intitolato «Per un populismo della sinistra»: «Adesso occorre essere convincenti in profondità: non è sufficiente il cervello, la razionalità, la linearità dell´analisi. Ci vogliono anche il sangue, i polmoni, il cuore. Quel tanto di cattiveria che consente di parlare alla pancia della nostra società e di attaccare la destra sul suo stesso terreno e con realistiche possibilità di successo» (&lt;i&gt;la Repubblica&lt;/i&gt;, 25 ottobre ’08). Probabilmente è per questo motivo che Antonio Di Pietro – il pubblico moralizzatore che può bacchettare tutti senza essere bacchettato – è intervenuto ieri pomeriggio durante un’assemblea in via Conservatorio: «Gli studenti possono oggi rappresentare validi argini, anzi una diga a questo straripare dittatoriale».&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Pare, dunque, che tutto il bailamme su scuola e università sia riconducibile ad un regolamento di conti interno all’opposizione, al tentativo di una parte politica – boccheggiante ed esausta – di riprendere fiato. Resta solo una domanda: tutto ciò con l’università che c’azzecca? Non si sa. Non si sa nemmeno se l’Onda è fisica o marina, sismica o anomala. Ma sia in un caso che nell’altro è solo distruttiva. Una volta passata non rimane nulla.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;Matteo Forte&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-6875374846702991417?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/6875374846702991417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=6875374846702991417' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/6875374846702991417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/6875374846702991417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/10/universita-londa-delle-proteste-una.html' title='UNIVERSITA’ L’Onda delle proteste? Una creatura mediatica ad uso politico...'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-6377505226341704508</id><published>2008-10-29T15:57:00.000+01:00</published><updated>2008-10-29T16:02:52.362+01:00</updated><title type='text'>UNIVERSITA’ Mille studenti chiedono di far lezione, 18 si oppongono. Il Preside chiude i corsi e vola in Messico. Non è forse una notizia?</title><content type='html'>&lt;div class="author nowrap width350 pdT10"&gt;                                                                                                                   &lt;/div&gt;                  &lt;div class="interviewed fl width350"&gt;                                                                   &lt;/div&gt;                                                                 &lt;div class="cl pdT10 headLine"&gt;                                                                          &lt;/div&gt;                                 &lt;p class="pdB5 tcRed"&gt;                                      &lt;span id="ctl00_ContentBox_LabelArticlePublishDate"  style="font-size:78%;"&gt;Vi proponiamo questo articolo pubbliacato su "IlSussidiario.net" mercoledì 29 ottobre 2008&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;: leggete e commentate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;                                                                  &lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il Consiglio di Facoltà di Scienze Politiche di giovedì 23 ottobre &lt;b&gt;non ha votato&lt;/b&gt; alcuna forma di sospensione della didattica come invece appare in alcuni quotidiani nazionali. Al contrario, docenti e rappresentanti degli studenti hanno votato all’unanimità una mozione che auspica che «si sensibilizzi maggiormente il corpo studentesco e l’opinione pubblica (...) per evitare che prevalga l’immagine degli atenei come campi di battaglia».&lt;/p&gt; &lt;div&gt; &lt;/div&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;L’Università oggi è effettivamente aperta. Vi sono docenti che oggi faranno lezione, ricevimento studenti, esami. Tanti altri l’avrebbero voluto fare, ma non “osano” mettersi contro il volere del preside. Se non sarà possibile svolgere alcuna attività didattica è solo per una decisione presa unicamente dal preside, partito per il Messico, senza il parere del Consiglio di Facoltà, per prevenire, così ha detto, l’intervento violento e antidemocratico di pochi. I soliti pochi che hanno avuto spazio nei servizi delle ultime settimane. Perché? C’è forse un “doppio fine” nel far credere che la protesta stia montando?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Negli ultimi due giorni c’è stata una raccolta di firme a Scienze Politiche. Si tratta di una petizione contro &lt;b&gt;qualunque forma&lt;/b&gt; di sospensione della didattica, nella speranza che i mezzi di informazione dicano ciò che sta accadendo veramente in università. Risultato: 1025 firme raccolte in due giorni. Ci chiediamo allora: perchè vale di più lo sparuto gruppo di chi vuole interrompere le lezioni? (Si tratta infatti di 18/20 studenti iscritti a questa facoltà: tutti gli altri vengono da fuori). C’è forse un “doppio fine” nel far credere che la protesta stia montando?&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;All’università chi ci pensa? Paradossalmente a fare le spese di questa situazione è proprio l’università. Chi vuole veramente lavorare a una riforma del sistema viene sistematicamente censurato.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;(Lista aperta Obiettivo Studenti e Unicentro di Scienze Politiche, Milano)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-6377505226341704508?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/6377505226341704508/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=6377505226341704508' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/6377505226341704508'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/6377505226341704508'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/10/universita-mille-studenti-chiedono-di.html' title='UNIVERSITA’ Mille studenti chiedono di far lezione, 18 si oppongono. Il Preside chiude i corsi e vola in Messico. Non è forse una notizia?'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-1089702770817371085</id><published>2008-10-29T15:55:00.001+01:00</published><updated>2008-10-29T15:55:53.105+01:00</updated><title type='text'>La scure della Gelmini sulle scuole private</title><content type='html'>&lt;a href="http://piergiorgiofrassati.blogspot.com/2008/10/la-scure-della-gelmini-sulle-scuole.html"&gt;&lt;/a&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title"&gt; &lt;/h3&gt;   &lt;div class="interviewed fl width350"&gt;                                                                   &lt;/div&gt;                                                                 &lt;div class="cl pdT10 headLine"&gt;                                                                          &lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;"&gt;Il ministro Gelmini, nel famoso decreto di cui oggi tutti parlano, ha fatto diverse cose giuste ma una grossa l'ha fatta: sta tagliando anche i fondi (in realtà già scarsissimi) per le scuole paritarie. Pochi se ne erano accorti. E' molto grave.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: lucida grande;"&gt;Permetteteci di dire: mai deleghe in bianco. Eccovi l'articolo lucidissimo come sempre di  Giorgio Vittadini su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il Riformista&lt;/span&gt; di ieri.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Una certa mitologia ideologica che sta alimentando lo sciopero del 30 e che viene ad arte replicata nelle manifestazioni degli studenti, afferma che i tagli alla scuola pubblica sono fatti per finanziare la scuola privata. Ma non è così. Nel “Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2009 e il bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011” la voce complessiva riguardo l’istruzione è aumenta di 656milioni di euro: all’istruzione primaria andranno oltre 242milioni di euro in più, all’istruzione secondaria di primo grado 228milioni di euro in più, all’istruzione secondaria di secondo grado 395milioni di euro in più. Invece, il capitolo di bilancio riguardo l’istituzione scolastica non statale passa dai 535milioni e 318mila euro del 2008 ai 401milioni e 924mila euro per le previsioni del 2009, ovvero 133milioni e 393mila euro in meno. Inoltre, la voce “istruzione non statale” prevede per il 2010 una cifra pari a 406milioni e 121mila euro e per il 2011 la cifra di 312milioni e 410mila euro.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;C’è da precisare inoltre che la riduzione non riguarda le scuole medie e superiori, ma la scuola materna e la scuola elementare, livelli di scuola che hanno sempre ricevuto fondi statali. Sono scuole gestite da ordini religiosi o cooperative di famiglie, situate nei quartieri periferici e nei paesi a cui molte famiglie “del popolo”, spesso poco abbienti, mandano i figli perché sanno che vengono assicurati nello stesso tempo un’educazione ricca di ideali ed un alta qualità di insegnamento. Accolgono infatti ben 531.258 bambini su 1.652.689 della scuola dell’infanzia e 196.776 su 2.820.150 bambini della scuola primaria. Determinate è il loro contributo al buon livello qualitativo raggiunto dalla scuole materne ed elementari italiane, sancito dalle inchieste internazionali.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;Tuttavia, alla faccia della parità giuridica sancita dal ministro Berlinguer, non solo non si mette in programma di garantire l’effettiva libertà delle famiglie di scegliere le scuole paritarie attraverso detrazioni e deduzioni fiscali, ma le si vuole affossare definitivamente attraverso questi tagli di fondi che costringeranno le scuole ad aumentare le rette aggravando ulteriormente la situazione delle famiglie o addirittura a chiudere.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify; font-family: georgia;"&gt;La legge 133/08 impone di ridurre il debito pubblico nazionale senza ricorrere all’aumento della pressione fiscale, rispettando così gli accordi internazionali e quindi i tagli anche per il comparto dell’istruzione sono inevitabili. Tuttavia, ogni ministero può decidere liberamente come effettuare i tagli ed è quindi ancora possibile correggere questa scelta, tanto più che il taglio medio imposto dal Ministero del tesoro a ogni ministero è del 10%, mentre i tagli previsti per la scuola libera sono del 25-30%! Per questo 40 deputati della maggioranza hanno firmato un emendamento che propone di effettuare riduzioni di spesa del Ministero della pubblica istruzione in settori meno strategici. Sono pronti a votarlo anche molti deputati dell’opposizione, consci che si tratta di battaglia bipartisan di tante famiglie per la difesa della “biodiversità” della scuola italiana. Chi, sia nel mondo cattolico che in quello laico, si astiene dal prendere posizione, sia conscio di collaborare all’ulteriore desertificazione della scuola italiana, per il male di tutti.&lt;/p&gt; &lt;/span&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt; Giorgio Vittadini&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-1089702770817371085?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/1089702770817371085/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=1089702770817371085' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/1089702770817371085'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/1089702770817371085'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/10/la-scure-della-gelmini-sulle-scuole.html' title='La scure della Gelmini sulle scuole private'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-4835156121981381547</id><published>2008-10-24T17:51:00.000+02:00</published><updated>2008-10-28T16:18:39.773+01:00</updated><title type='text'>Un altro articolo sull' educazione</title><content type='html'>Vi segnaliamo questo articolo scritto da Luigi Bacialli estratto da "Il Resto del Carlino". Leggete e commentate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sembra di essere tornati ai tempi della “fantasia al potere” invocata da Marcuse nel Sessantotto. Non che questa ennesima rivolta studentesca sia paragonabile a un maggio francese, perché basta guardarne i protagonisti e sentirne gli slogan per valutarne il rango. Ma certo la fantasia dei detrattori della riforma Gelmini ha il potere di procurare l’orticaria alle persone non faziose e di buon senso. Infatti è galoppante, sfrenata e le balle che partorisce colossali, come quella della morte prematura del “tempo pieno”, o quella del prossimo licenziamento di migliaia di insegnanti riassorbiti dalle Poste. Ma una bufala tira l’altra, l’importante è far salire la tensione. Come sempre, chi procede nella direzione del cambiamento in questo Paese viene subito impallinato. Ora lo sta imparando sulla propria pelle la determinata Mariastella, insultata, offesa e derisa in tutte le piazze d’Italia. EPPURE Renato Mannheimer ha snocciolato i risultati di sondaggi da cui risulta che più dell’80% degli italiani apprezza la reintroduzione dei voti nelle scuole elementari e medie, specie quello di condotta, validissimo deterrente contro i bulli. Sulla questione del maestro unico si supera la soglia del 60% di sì. Si è fatta molta ironia sul ritorno del grembiule, ma oltre il 70% degli interpellati è favorevole. Ergo, fatta eccezione per le riserve e le proteste di chi ha veramente a cuore il destino della scuola pubblica, è evidente che è in corso una campagna denigratoria di una minoranza specializzata nella demolizione dell’avversario. E il ministro ha compreso al volo con chi aveva a che fare: la stessa mentalità e gli stessi comportamenti che hanno portato alla rovina l’Alitalia. Non a caso il ministro Gelmini ha detto che l’università rischia di fare la stessa fine, gonfiata da logiche politiche e clientelari che oggi impongono, per sopravvivere, una cura dimagrante. Ma a quanto pare, come si è visto a Fiumicino quando hostess e piloti applaudirono di fronte alla prospettiva di perdere il posto di lavoro, questa è l’Italia dei Tafazzi, dove molti insegnanti e studenti pur di fare guerra alla Gelmini sono pronti a colpirsi ripetutamente con la mazza gli attributi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di&lt;br /&gt;LUIGI BACIALLI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-4835156121981381547?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/4835156121981381547/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=4835156121981381547' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/4835156121981381547'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/4835156121981381547'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/10/un-altro-articolo-sull-educazione.html' title='Un altro articolo sull&apos; educazione'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-2165974641272229516</id><published>2008-10-24T17:47:00.000+02:00</published><updated>2008-10-24T17:58:44.887+02:00</updated><title type='text'>UNIVERSITA' Scienze politiche: 9mila iscritti, 30 occupanti, 20 giornalisti: un esempio di protesta mediatica</title><content type='html'>Vi proponiamo questo articolo di Matteo Forte preso da IlSussidiario.net sullo sciopero nell' università di scienze politiche datato Venerdì 24 Ottobre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;«Scienze Politiche: 9mila iscritti, 30 che occupano e 20 giornalisti». Così recitava un cartello appeso ieri da alcuni studenti milanesi di Scienze Politiche nel cortile di via Conservatorio – puntualmente strappato dai “rivoltosi”. La scena che si presentava agli occhi di chi giungeva nella sede distaccata della Statale di Milano era proprio questa: un manipolo di ragazzi accerchiato da inviati e cameraman. I titoli dei principali quotidiani nazionali, così come la loro versione online del pomeriggio precedente, annunciavano l’occupazione della facoltà di Scienze Politiche e l’interruzione delle lezioni. Eppure allo sprovveduto visitatore pareva che lo scoop fosse che i giornalisti non c’avessero azzeccato per niente. Le lezioni si sono svolte regolarmente. Nessuna è stata interrotta. Intorno alla trentina di persone, che nella mattinata di ieri bivaccava in mezzo al cortile di via Conservatorio, la vita procedeva tranquillamente. C’erano quasi più telecamere e fotografi che manifestanti. Del resto si era annunciata l’irruzione degli occupanti al Consiglio di facoltà delle ore 14.30. La sceneggiata è avvenuta. Il loro comunicato – tempestivamente riportato dal Corriere online – è stato letto. Subito dopo il Cdf è proseguito. Lì la maggioranza delle rappresentanze studentesche ha preso posizione contro i tentativi di blocco della didattica. In effetti un episodio di questo genere è accaduto nel tardo pomeriggio di mercoledì 22 ottobre, quando un corteo di esterni ha decretato arbitrariamente la sospensione della lezione del professor Giorgio Barba Navaretti in aula 10. Che la gran parte dei manifestanti fosse estranea alla facoltà appariva chiaro dal fatto che nessuno sapeva dove dirigersi per cercare le aule. «È un’azione violenta» ha urlato Barba Navaretti ai manifestanti. A esprimergli pubblicamente solidarietà in Consiglio di facoltà ci ha pensato il professor Graglia, quello che è finito su tutti i giornali per aver improvvisato una lezione in piazza Duomo contro i tagli previsti dalla finanziaria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La récréation (come la definì De Gaulle) di questi improbabili barricaderos continua, ormai, da una settimana. Più sui media che nella realtà. Da questo punto di vista Scienze Politiche non è stata da meno. Anche all’Accademia di Brera è toccata la stessa sorte. All’assemblea di martedì 21 ottobre, indetta dai collettivi accademici, i partecipanti – su circa 4mila iscritti – non superavano la sessantina di persone. Il Sit-in avvenuto negli uffici del direttore e la seguente occupazione non sono durati più di mezz’ora. Terminate le foto di rito per i quotidiani del giorno dopo, i dimostranti sono stati accompagnati all’uscita. La vita in questi giorni prosegue regolarmente. Nonostante il sito di Repubblica. Non stupirebbe se nei prossimi giorni i navigatori della rete potessero anche votare chi mandare a casa tra gli occupanti. Proprio come in un vero reality show.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(Matteo Forte)&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-2165974641272229516?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/2165974641272229516/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=2165974641272229516' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/2165974641272229516'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/2165974641272229516'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/10/universita-scienze-politiche-9mila.html' title='UNIVERSITA&apos; Scienze politiche: 9mila iscritti, 30 occupanti, 20 giornalisti: un esempio di protesta mediatica'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-2609231634484283308</id><published>2008-10-20T21:16:00.000+02:00</published><updated>2008-10-20T21:32:17.274+02:00</updated><title type='text'>SCIOPERO SCUOLA DEL 30 OTTOBRE  Ragioni per non aderire, ragioni per costruire</title><content type='html'>Vi proponiamo questo volantino, che vuole dare un giudizio riguardo sciopero del 30 Ottobre, firmato da:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Associazione Culturale “Il Rischio Educativo”&lt;br /&gt;DIESSE (Didattica e Innovazione Scolastica) &lt;br /&gt;DiSAL (Dirigenti Scuole Autonome e Libere) &lt;br /&gt;FOE (Federazione Opere Educative) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sistema scolastico italiano ha, da tempo, urgente bisogno di essere riformato: siamo ai primi posti, tra i Paesi dell’Ocse, come spesa per l’istruzione ma ciò non incide sulla qualità. Il numero di ore di lezione degli alunni  supera del 20% la media dei paesi Ocse, ma ai primi posti per la qualità dell’apprendimento vi sono Paesi dove si sta a scuola molto meno. Per questo chiediamo anche all’attuale Governo, come sempre abbiamo fatto, di abbandonare una politica centralistica, perseguita con l’accanimento delle normative, che pretendono di determinare ogni singolo aspetto della vita scolastica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per rispondere alla emergenza educativa è indispensabile tenere conto della  domanda di istruzione e di educazione che proviene dai giovani di oggi e completare il percorso verso un assetto  pienamente libero e pluralistico. Per questo è prioritario dare attuazione all’autonomia costituzionale prevista per le scuole, assicurando alle stesse veri organi di governo e risorse dirette. Gli altri cambiamenti verranno come diretta conseguenza: drastica riduzione di norme; livelli essenziali di apprendimento; carriere per i professionisti della scuola con effettivo riconoscimento del merito e delle prestazioni; dirigenza scolastica messa in grado di rispondere dei risultati; moderno sistema di valutazione che aiuti le scuole a migliorare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una prospettiva di così ampio respiro necessita di tempi lunghi e non può essere assicurata da una singola fase di revisione degli ordinamenti o della normativa in uso. Occorre piuttosto un impegno costante per il bene comune da parte di tutte le forze sociali e politiche autenticamente riformiste. Per questo è necessario che anche i sindacati, anziché condurre battaglie di retroguardia dannose per tutti, tornino ad impegnarsi per il bene comune. Gli slogan lanciati in questi giorni e irresponsabilmente depositati sulle bocche degli studenti spinti in piazza a manifestare contro chi oggi è chiamato a governare, appaiono invece strumentali e ridicoli, tanto più perché gridati in difesa di una scuola italiana di cui tutti, in questi anni, si sono lamentati.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le misure prese dall’attuale Governo in realtà, non si scostano, nei principi ed in molte proposte, da quelle suggerite dal Quaderno Bianco dei ministri Padoa-Schioppa e Fioroni, nella prospettiva del vincolo di pareggio entro il 2011 richiesto all’Italia dall’Unione europea. La razionalizzazione di spesa all’interno di un sistema tanto elefantiaco quanto improduttivo è urgente e indispensabile. I provvedimenti approvati a favore di interventi per l'edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti ne costituiscono un primo significativo segnale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non aderiamo allo  sciopero del 30 ottobre perché non ne condividiamo le motivazioni. Non possiamo accettare le posizioni corporative di un certo sindacalismo che, guidato in particolare dalla CGIL, continua ad opporsi, per ragioni di mero potere, a qualsiasi serio tentativo di cambiamento del sistema di istruzione nazionale.  L’istruzione è un bene di tutti: per questo è indispensabile che ogni seria riforma si costruisca attraverso il dialogo con le componenti reali della scuola che si esprimono anche nelle loro forme associative.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-2609231634484283308?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/2609231634484283308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=2609231634484283308' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/2609231634484283308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/2609231634484283308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/10/sciopero-scuola-del-30-ottobre-ragioni.html' title='SCIOPERO SCUOLA DEL 30 OTTOBRE  Ragioni per non aderire, ragioni per costruire'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-6278051991712519794</id><published>2008-10-17T21:12:00.000+02:00</published><updated>2008-10-17T21:19:01.076+02:00</updated><title type='text'>La proposta dell' Angelus...</title><content type='html'>Aderendo alla proposta di recitare l’ Angelus la mattina prima dell’inizio dell’attività scolastica, che mi è stata fatta da parte dei più grandi della Compagnia, ho aderito con piacere e sono contento di comunicarvi che da questa mattina nell’ aula magna del Liceo Scientifico B. Rosetti, abbiamo iniziato a recitare l’Angelus. Siamo all’ inizio pochi ma buoni… e pian piano aumenteremo…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-6278051991712519794?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/6278051991712519794/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=6278051991712519794' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/6278051991712519794'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/6278051991712519794'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/10/la-proposta-dell-angelus.html' title='La proposta dell&apos; Angelus...'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-8591590250633585152</id><published>2008-10-14T20:58:00.001+02:00</published><updated>2008-10-14T21:03:55.191+02:00</updated><title type='text'>il Volantino della scuola Media</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPTs2eQ-xdI/AAAAAAAAABc/nprxswXc_-E/s1600-h/dsc.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPTs2eQ-xdI/AAAAAAAAABc/nprxswXc_-E/s400/dsc.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5257087085629588946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;questa è l' immagine del volantino di presentazione della scuola Media libera "G.K.Chesterton".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-8591590250633585152?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/8591590250633585152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=8591590250633585152' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/8591590250633585152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/8591590250633585152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/10/il-volantino-della-scuola-media.html' title='il Volantino della scuola Media'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPTs2eQ-xdI/AAAAAAAAABc/nprxswXc_-E/s72-c/dsc.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-776462190607502982</id><published>2008-10-14T20:51:00.000+02:00</published><updated>2008-10-14T20:52:37.858+02:00</updated><title type='text'>La barca è salpata</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CDOCUME%7E1%5Cmassimo%5CIMPOST%7E1%5CTemp%5Cmsohtml1%5C01%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;o:smarttagtype namespaceuri="urn:schemas-microsoft-com:office:smarttags" name="PersonName"&gt;&lt;/o:smarttagtype&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt; 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font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;Riportiamo quest’ intervista pubblicata&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;nel&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;numero di Settembre del mensile della Compagnia dei Tipi Loschi del Beato Pier Giorgio Frassati “Vivere e non vivacchiare” nel quale viene presentata l’opera della Scuola Media libera intitolata a G.K.Chesterton.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;E’ nata da pochi giorni, a San Benedetto del Tronto, una Scuola Media libera. Una pazzia? Forse. Ma una di quelle pazzie buone, che hanno in sé tutto per cambiare il mondo, in meglio. (Se l’obiettivo non è il mondo, che obiettivo è?). Ma cosa è questa... pazzia buona? Perchè nasce? Che senso ha, oggi? L’unico modo per saperlo è chiedere lumi a chi questa pazzia l’ha avuta in mente da anni e ora l’ha realizzata. Un vulcano di idee, sempre in avanti, difficile stargli dietro (anche per gli amici più stretti che da anni condividono con lui la bella avventura della Compagnia e poi della Cooperativa Capitani Coraggiosi), una fede trascinante, idee sempre vive e che ti scuotono,… un uomo vivo in poche parole, questo è, in una sintesi che non lo rende del tutto, l’avvocato Marco Sermarini, fondatore insieme a sua moglie Federica (che non è da meno del marito) di questa nuova Scuola Media libera. L’ho fermato un attimo per chiedergli che cosa stesse accadendo e di spiegare bene questa nuova avventura ai lettori di “Vivere”. &lt;br /&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;D: Ti conosco da anni e so che fin da quando eri giovanissimo avevi nel cuore l’idea, o meglio, l’ideale di creare una Scuola. Vent’anni dopo possiamo dire che l’hai realizzata?&lt;br /&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;R: Beh, il progetto non finisce qui: l'idea è di &lt;span style=""&gt;continuare con un Centro di Formazione Professionale e con una Scuola Superiore degni di questo nome&lt;/span&gt;…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;D: Sempre avanti, come sempre. E io ti seguo in questa avventura,… come posso. Ma torniamo alla Scuola Media. Tu sei anche il Presidente della Compagnia dei Tipi Loschi del beato Pier Giorgio Frassati, un movimento di educazione alla fede e l’educazione dei giovani è uno di quei campi in cui tu da anni sei fortemente impegnato e che è un tutt’uno con la tua vita (e quella di tua moglie). &lt;st1:personname productid="La Scuola" st="on"&gt;La Scuola&lt;/st1:personname&gt; per sua natura, ha tanto a che fare con l’educazione, anche se oggi è un argomento… poco chiaro.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;R: Abbiamo voluto rispondere all'&lt;span style=""&gt;appello di Papa Benedetto XVI&lt;/span&gt; che parla di emergenza educativa. E' quello che il Papa ha chiamato &lt;span style=""&gt;"cieco conformismo allo spirito di questo tempo"&lt;/span&gt; . Il rimedio a ciò sono &lt;span style=""&gt;giovani veri, educati da altri uomini che prendono sul serio la loro vita&lt;/span&gt;. &lt;st1:personname productid="La Scuola Media" st="on"&gt;&lt;span style=""&gt;La  Scuola Media&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;span style=""&gt; “G. K. Chesterton” vuole dare a tutti quest’opportunità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;D: La scuola è dunque intitolata al famoso Chesterton?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;R: Certo! E’ il mio autore preferito e i miei amici lo sanno: era un grande, in tutti i sensi, disse parole “sante” sul mondo di oggi e diede testimonianza della positività della vita che ci dà il cristianesimo. &lt;span style=""&gt;Gilbert Keith Chesterton&lt;/span&gt;, uno scrittore inglese vissuto tra il 1874 e il 1936, autore tra l’altro dei Racconti di Padre Brown. Lui ammoniva tutti da un solo grande pericolo, che oggi, secondo me, è ancor più concreto ed attivo: &lt;span style=""&gt;la standardizzazione verso bassi standard (&lt;i style=""&gt;standardization by low standards&lt;/i&gt;)&lt;/span&gt;. &lt;span style=""&gt;Bassi standard formativi, ma soprattutto bassi standard educativi sono il problema della nostra gioventù&lt;/span&gt;, soprattutto in questo momento in cui i nostri ragazzi sono sottoposti ad un notevole bombardamento da tante parti e su tanti fronti; difatti, sempre il grande Chesterton, diceva nel 1930: “&lt;span style=""&gt;La gente è inondata, accecata, resa sorda e mentalmente paralizzata da un’alluvione di volgare e insipida esteriorità, che non lascia tempo per lo svago, il pensiero o la creazione dall’interno di sé”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;D: E’ proprio vero... Ma che bisogno c’era di fare una Scuola Media? Ce ne sono già abbastanza anche a San Benedetto del Tronto e il calo delle nascite si fa sentire… Insomma, la gente già può scegliere tra tante Scuole. Perché farne un’altra?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;R: Ti rispondo facendoti un esempio. Quando usciamo di casa e decidiamo di comprare qualcosa: un vestito, un elettrodomestico, una macchina, giriamo e giriamo finché non troviamo ciò che vogliamo: quel determinato colore, quel modello, l’ultimo ritrovato, il prezzo più conveniente. Quando dobbiamo iscrivere un figlio a scuola, questo spesso neppure ci viene in mente, e quand’anche ci venisse in mente, le opzioni e le domande cadono su cose trascurabili (“quanto dista la scuola da casa?” oppure “i professori come sono?”, e questo “come sono” tutto riguarda tranne che questioni educative... se ti fanno fare l’inglese, l’informatica, se la prof è tosta o moscia) e le risposte ottenute sono spesso evanescenti e lasciate a chi risponde (e chi risponde? il primo che passa, spesso). Il contenuto delle risposte (“che scuola trova mio figlio?”) dipende sempre e solo dalla buona volontà del maestro o del professore di turno. Ci illudiamo così di scegliere, e spesso scegliamo delle impressioni che non penseremo più a verificare, e poi, se pure le verificassimo, cosa potremmo fare? Quando si ha la necessità di iscrivere figli a scuola si dovrebbe cercare la scuola migliore. Ma qual è la scuola migliore? Educare un ragazzo non significa solo insegnargli delle nozioni o a fare delle cose, degli skills, come dicono gli anglosassoni, cioè delle abilità, come se fosse scimmia da circo. Bisogna insegnargli a sapere chi è e dove va e dove andrà nella vita. La famiglia è un punto importante in tutto questo progetto educativo, del quale dovremo un giorno rendere conto non allo Stato ma a Nostro Signore, ma la famiglia da sola non può farcela, oggi meno di ieri. Ora, questa ricerca spesso è vana perché vige un principio non scritto ma purtroppo efficacissimo: la standardizzazione verso bassi standard di cui dicevamo prima.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;D: La cosa messa così, mi sembra molto interessante, ma spiegati meglio. Approfondisci cioè, questo concetto di Scuola che hai in mente. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;R: Una scuola è come una barca, che si avvia verso una rotta con un capitano (il dirigente), un equipaggio (i professori), una rotta (un metodo educativo!) e un luogo da raggiungere e un lavoro da svolgere (educare, cioè fare degli uomini e delle donne!). Poi ha una parte speciale dell’equipaggio: dei piccoli uomini che vogliono diventare grandi! E stanno lì solo per questo! Nel gergo marinaro potremmo chiamarli i mozzi, quelli che stanno lì per imparare a navigare come gli uomini che hanno davanti, e soprattutto vogliono sapere per dove! Ma oggi questa barca (la scuola) ha qualche problema: il capitano non può scegliere l’equipaggio, non lo può fare; non può scegliere la rotta, la rotta non verrà neppure discussa tra i membri dell’equipaggio perché non vi è rotta in discussione, la rotta non c’è perché lì si devono solo imparare delle nozioni; e poi nessuno potenzialmente è scelto in base all’approdo da raggiungere e all’avventura per cui si ritrova lì. Il nocchiero non sa dove andare, non c’è la rotta, non c’è approdo. I marinai sono solo obbligati a dire ai mozzi qualcosa del come si naviga, in realtà cose secondarie, ma mai per dove. I marinai possono anche essere in totale disaccordo tra di loro, e pure con il capitano, che può solo intervenire quando la stanno per fare troppo grossa...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;D: Ora però, esci dalla metafora. Allora, concretamente… &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;R: Fuor di metafora, una scuola in cui il dirigente non può scegliere il personale, che non può chiedere altro che insegnare espressioni, o poesie, o grammatica, o cos’altro; che non può proporre linee educative (non skills, linee educative!) da perseguire con un metodo condiviso da tutto il suo personale e di cui chiedere conto quando esse linee ed esso metodo non verranno correttamente applicati, è come una nave in cui capitano, nocchiero, timoniere e marinai non possono scegliere la rotta, e che non ha neppure l’approdo certo. Caro capitano, con o senza di te, la nave andrà. Cari mozzi, dove andrà la nave? Questo non si sa, come diceva una vecchia canzone di Sergio Endrigo.&lt;br /&gt;Una scuola così non dovrebbe avere nessuna attrattiva per nessuno, eppure non ci sogniamo di metterla in discussione o di darci un’alternativa. Una scuola in cui non si può dire cosa è bene e cosa è male, in cui non si può dire ai ragazzi: il cellulare a scuola non puoi portarlo, la vita non finisce nella playstation e il tuo unico obiettivo non può essere diventare calciatore di serie A o velina, oppure facciamo insieme un’esperienza di bene, non è una scuola. E’ qualcos’altro, ma non una scuola grazie alla quale anzitutto diventare uomini. In tutto questo scenario, che vale per tutta la scuola, la scuola media è il buco nero dell’educazione in Italia. Proprio nel momento in cui i ragazzi ti chiedono: dimmi per cosa vale la pena vivere! dimmi che vale la pena vivere! noi ci trinceriamo dietro programmi, competenze, “il mio compito finisce qui”, e così via.&lt;br /&gt; &lt;!--[if !supportLineBreakNewLine]--&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;D: In questa situazione che non mi sembra assolutamente irreale, allora ben venga una Scuola Media, viva e grande come... una nave. Ma chi è che comanda questa nave, che gestisce &lt;st1:personname productid="La Scuola Media" st="on"&gt;la Scuola Media&lt;/st1:personname&gt; &lt;span style=""&gt;“G. K. Chesterton”&lt;/span&gt;?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;R: La scuola è gestita dalla Società Cooperativa Sociale “Capitani Coraggiosi”, che da molti anni si occupa dell’educazione dei ragazzi attraverso doposcuola, centri ricreativi estivi, “circolini” e tante altre positive esperienze che l’hanno resa un punto di riferimento nel panorama educativo del nostro circondario. Il personale è costituito da insegnanti giovani e di esperienza, e da uno staff che sostiene lo sforzo educativo comune di insegnanti e genitori. La scuola ha la sua sede provvisoria nei locali che costituiscono la sede sociale dell’ente gestore, ampi e luminosi e facilmente raggiungibili dai mezzi pubblici. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;D: Allora si parte...&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;R: Ora abbiamo lanciato la sfida e quattro famiglie (era agosto e in quattro coraggiosi abbiamo detto di sì, siamo tanti!) si sono coinvolte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style=""&gt;D: E stanno tutti in buone mani (anche mia figlia!). Allora, per concludere, ai nostri lettori diciamo…&lt;span style=""&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;R: Ci sono dei coraggiosi avventurieri che vogliono salpare con noi? La rotta è certa e la meta è una vita bella, da veri uomini, da uomini vivi, e non certo da caporali, pallonari o veline... Ne vale la pena anche se la scuola non sarà sotto casa!!!".&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt; font-family: RotisSansSerif-Light;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-776462190607502982?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/776462190607502982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=776462190607502982' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/776462190607502982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/776462190607502982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/10/la-barca-salpata.html' title='La barca è salpata'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-5584962965599174140</id><published>2008-10-14T20:42:00.000+02:00</published><updated>2008-10-14T20:50:34.935+02:00</updated><title type='text'>Scuola, ecco le bugie di chi vuol fare la guerra alla riforma</title><content type='html'>&lt;div class="author nowrap width350 pdT10"&gt;                                                                                                                       &lt;a href="http://www.ilsussidiario.net/autori.aspx?iniziale=V#_19"&gt;                                                 &lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Riportiamo un articolo scritto da Giorgio Vittadini pubblicato Martedì 14 Ottobre su IlSussidiario.net.&lt;/span&gt;&lt;span id="ctl00_ContentBox_LabelArticlePublishDate"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;                  &lt;div class="interviewed fl width350"&gt;                                                                   &lt;/div&gt;                                                                 &lt;div class="cl pdT10 headLine"&gt;                                                                          &lt;/div&gt;                                 &lt;p class="pdB5 tcRed"&gt;                                 &lt;/p&gt;                                                                  &lt;span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Si odono nuovi venti di guerra sulla scuola dove non solo la Cgil, ma anche le sigle autonome e la Cisl, minacciano uno sciopero generale contro le riforme del ministro Gelmini in approvazione in Parlamento. Hanno ragione?&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Verifichiamolo. Si paventa la riduzione delle risorse come motivo di un ulteriore peggioramento della qualità della scuola italiana. Si dimentica tuttavia che siamo già nei primi posti, tra i Paesi dell’Ocse, come spesa per istruzione primaria e secondaria superiore, ma ciò non incide sulla qualità. Hanushek, studioso di sistemi scolastici, ha infatti dimostrato che non esiste correlazione tra spesa per la scuola e sua qualità. Inoltre l’Italia ha già un numero di ore di insegnamento elevato (nella fascia 7-11 anni supera del 20% la media dei Paesi Ocse), ma ai primi posti per la qualità nell’apprendimento vi sono Paesi dove si sta a scuola molto meno.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il fatto è che, come dimostra un altro grande studioso di sistemi scolastici, Wossmann, determinante per la qualità è piuttosto il grado di autonomia delle scuole per quel che riguarda programmi, budget, determinazione dello stipendio degli insegnanti. Qui stanno le dolenti note del sistema italiano: la spesa del ministero dell’Istruzione è per il 96,98% spesa per il personale che, né preside, né chicchessia, può in alcun modo intervenire a modificare e razionalizzare.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Non solo, il numero degli insegnanti in Italia supera quello della media Ocse. Chi oppone il fatto che questo dipenda dalla particolare configurazione del territorio italiano, per cui bisogna assicurare l’istruzione anche nelle aree rurali e di montagna, dovrebbe riflettere sul fatto che la nostra legislazione è stata quantomeno di manica larga nel concedere lo status di “comune montano” a circa 4200 comuni, circa la metà di tutti i comuni italiani! Oppure deve interrogarsi sul perché anche in aree omogenee, socialmente e territorialmente, il numero di insegnanti per classe è molto diverso, segnalando che in certi posti vige un clientelismo ammantato da ragioni sociali.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Pur rispettando le garanzie sociali, occorre chiedersi inoltre se sia davvero necessario un numero così elevato di insegnanti di sostegno (oltre il 10% degli insegnanti complessivi), con un costo che è arrivato a superare i 4 miliardi di euro, al punto che lo stesso governo Prodi aveva predisposto norme ancora non attuate per un accertamento più rigoroso degli handicap. La verità è che si è usata la scuola come strumento per creare occupazione fittizia a discapito della qualità e contro gli stessi insegnanti che hanno una paga da fame e non proporzionata al merito.&lt;/p&gt;  &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Per questo la guerra dei sindacati contro una riduzione del personale, prevista soprattutto con la non sostituzione di parte del personale che andrà in pensione nei prossimi anni, è pura e prepotente battaglia corporativa che ignora, oltre alla realtà dei fatti, le associazioni professionali degli insegnanti e il giudizio di ogni cittadino, utente del servizio. Si abbia il coraggio di ignorare il loro sciopero che è “generale” solo nei proclami.&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt; &lt;div style="font-size: 10px; color: rgb(0, 0, 0); font-weight: normal;"&gt;&lt;i&gt;(Il Giornale, 14 Ottobre 2008)&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-5584962965599174140?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/5584962965599174140/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=5584962965599174140' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/5584962965599174140'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/5584962965599174140'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/10/scuola-ecco-le-bugie-di-chi-vuol-fare.html' title='Scuola, ecco le bugie di chi vuol fare la guerra alla riforma'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-1456885187244761663</id><published>2008-10-12T17:02:00.000+02:00</published><updated>2008-10-12T17:03:00.826+02:00</updated><title type='text'>SCUOLA - Quante confusioni quando si parla di libertà di educazione</title><content type='html'>Vi proponiamo questo articolo pubblicato da IlSussidiario.net firmato da Vincenzo Silvano, a commento di un articolo del vaticanista di Repubblica Marco Politi, che criticava molto tendenziosamente il Papa che in un recente messaggio per un convegno di scuole cattoliche chiedeva una reale parità tra scuole cattoliche e statali.&lt;br /&gt;Leggete e diffondete. Occorre ragionare, usare la testa su queste cose, l'ignoranza è tanta anche tra di noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che Repubblica sia un giornale non propriamente schierato a favore della libertà di scelta educativa, è un fatto risaputo. Nessuna meraviglia, dunque, se sfogliandolo si trova un articolo poco benevolo nei confronti di quanto il Santo Padre ha dichiarato sulla parità scolastica in occasione del Convegno del Centro Studi sulla Scuola Cattolica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ma quando al legittimo diritto di critica si aggiunge la falsità, nella forma di un vero e proprio capovolgimento della realtà, forse è il caso di dare una risposta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il “ragionamento” fatto da Marco Politi (“Scuola, nuovo appello del Papa: piena parità tra cattoliche e statali”, 26 settembre, pag. 26), infatti, oltre ad essere tendenzioso, contiene anche una vera a propria distorsione della realtà. Si chiede il bravo giornalista: perché mai il Papa chiede la parità? E’ evidente, risponde: «la Chiesa cerca ad ogni costo finanziamenti, perché gli istituti cattolici non tirano molto in termini di mercato». E che non tirino molto, è dimostrato a suo parere dal fatto che «tolti i settecentomila bambini degli asili, soltanto 269.000 ragazzi frequentano le elementari, le medie e le superiori confessionali. Gli studenti di medie e superiori sono più o meno 130 mila, perché nonostante tutto i genitori italiani preferiscono la scuola pubblica dove si mescolano tutte le credenze».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Capito? I genitori preferiscono gli asili non statali, forse perché l’educazione religiosa va bene (o è irrilevante) per i bimbi piccoli; poi però, quando si comincia a fare i conti sul serio con la realtà, la scuola statale “dove si mescolano tutte le credenze” è la soluzione migliore per tirare su persone preparate e consapevoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Premesso che il Papa non ha chiesto finanziamenti, ma ha a cuore –e l’ha esplicitamente affermato – la libertà di scelta educativa per le famiglie, e questa può realizzarsi benissimo anche senza dare direttamente soldi alle scuole “confessionali” (come ci dimostra l’esempio della Dote lombarda), la ragione per cui meno studenti frequentano le scuole secondarie non statali di primo e secondo grado è, molto semplicemente, un’altra: costano di più. E conseguentemente sono anche di meno. La storia d’Italia ci documenta che lo Stato ha, sin dall’inizio, espropriato le scuole di ogni ordine e grado alle congregazioni religiose, ed in particolare quelle che impartivano un’istruzione ai ragazzi più grandi, lasciando alla Chiesa solo qualche piccolo spazio nell’ambito dell’educazione dell’infanzia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Oggi, creare e mantenere una scuola secondaria di primo o secondo grado ha un costo notevole, che necessariamente si riflette nelle rette chieste alle famiglie. Senza una reale parità economica, il confronto con le scuole statali è assolutamente impari: in termini economici si chiama concorrenza sleale. Eppure, nonostante ciò (a ribaltamento del ragionamento di Politi), ci sono decine di migliaia di famiglie che preferiscono mandare i propri figli grandi alle scuole non statali. E, fra queste (guarda un po’), tanti politici di sinistra. Chissà perché….&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Lancio un guanto di sfida a Repubblica: realizziamo una vera parità economica fra statale e non statale e poi, nel giro di qualche anno, ne riparliamo. Vedremo se davvero le famiglie preferiscono le scuole dove si mescolano tutte le credenze o se, prive dell’onere di rette gravose (quando non insostenibili) per i bilanci familiari, manderanno i figli alle cosiddette “scuole confessionali”. Ma, forse, gli amici di Repubblica questo rischio non vogliono correrlo…&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-1456885187244761663?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/1456885187244761663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=1456885187244761663' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/1456885187244761663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/1456885187244761663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/10/scuola-quante-confusioni-quando-si.html' title='SCUOLA - Quante confusioni quando si parla di libertà di educazione'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5587422904240844776.post-3557124471481086684</id><published>2008-10-11T21:37:00.001+02:00</published><updated>2008-10-11T21:38:33.884+02:00</updated><title type='text'>Scuola Vera</title><content type='html'>Questo è il sito creato da studenti delle Scuole Medie Superiori che non sono disposti ad accodarsi come pecore al primo urlatore!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5587422904240844776-3557124471481086684?l=scuolavera.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://scuolavera.blogspot.com/feeds/3557124471481086684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5587422904240844776&amp;postID=3557124471481086684' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/3557124471481086684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5587422904240844776/posts/default/3557124471481086684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://scuolavera.blogspot.com/2008/10/scuola-vera.html' title='Scuola Vera'/><author><name>capra</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='26' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_PYNAEMIWbeM/SPEDUD6dmLI/AAAAAAAAAAk/nMmgxlmVoEM/S220/IMG_0124.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
